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VILLINI STORICI, MONTUORI: MIBACT SCAVALCA NOSTRI TENTATIVI SOLUZIONI CONDIVISE

31 marzo 2018 Omniparlamento, Politica

“Credo sia ineludibile per chi riveste cariche istituzionali mantenere onestà intellettuale perché significa rispettare i cittadini. Il 15 settembre 2017 il Consiglio dei ministri, nel quale era presente anche il ministro Madia come da verbale rintracciabile facilmente sul sito del governo, ha deciso di non impugnare la legge sulla Rigenerazione Urbana della Regione Lazio, una legge che consegna ai privati le chiavi per aggirare le norme urbanistiche delle città e costringe i Comuni a individuare gli strumenti per difendersi da forti attacchi speculativi di cui la legge del Piano Casa era solo il primo esempio applicativo. Aveva l’occasione di dire qualcosa. Non l’ha fatto. E oggi di nuovo, in una lotta tutta intestina, il suo partito si scaglia contro se stesso tentando di addossare goffamente le responsabilità all’Amministrazione Capitolina”. Lo scrive, su Facebook, l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Luca Montuori.
“L’azione del MIBACT – aggiunge – che da ciò che al momento leggo sugli organi di stampa sembra riguardi l’avvio di una istruttoria per l’apposizione di vincoli paesaggistici, scavalcherebbe i tentativi di individuare soluzioni condivise, come invece stavamo facendo in accordo con la Soprintendenza speciale archeologia belle arti e la Sovrintendenza capitolina, commisurate alle esigenze della città, e si configurerebbe come un danno clamoroso se venisse portato fino in fondo senza un adeguato confronto. Da domani in intere zone della città potrebbe essere impossibile modificare una finestra, trasformare anche una superfetazione, adeguare un vecchio edificio a rinnovate esigenze abitative. Con queste modalità le Amministrazioni rimangono ancora una volta, sempre di più, private del diritto dovere di individuare le migliori forme di governo del territorio. Lasciate in questi anni in balia della rendita privata nell’ideologica convinzione che l’azione privata fosse comunque migliore di quella pubblica. Sarebbe bastato agire sulle premialità, rendendo sterili gli effetti speculativi, sarebbe bastato un richiamo al rispetto delle leggi nazionali che regolano le densità urbane, le norme sulle altezze massime, sui distacchi tra gli edifici, sarebbe bastato chiarire che si deve considerare come valida la norma più restrittiva, sarebbe bastata una chiara posizione sulla nullità delle circolari esplicative regionali che ancor di più forzano le leggi verso gli interessi speculativi. Noi abbiamo sempre chiesto una condivisione sulle soluzioni per evitare il sovrapporsi scombinato di azioni successive, norme che non cancellano mai il pregresso creando blocchi mostruosi di burocrazia. L’inerzia istituzionale credo vada cercata altrove quindi restituisco con serenità al ministro Madia letture di una questione molto più complessa di come viene presentata in alcuni suoi post. Alcuni provvedimenti, purtroppo, hanno conseguenze concrete anche prima e dopo una campagna elettorale”.