giovedì 19 ottobre 2017 18:35:34
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Vigili corrotti con una cassa di vino
per chiudere un occhio sui tavolini

19 aprile 2016 Cronaca

Dalle prime ore dell’alba, oltre 100 Finanzieri del Comando Provinciale di Roma stanno dando esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Giudice delle Indagini Preliminari presso il Tribunale di Roma nei confronti di due imprenditori e di un appartenente al Corpo di Polizia Locale Roma Capitale, oltre a numerose perquisizioni, presso abitazioni e rinomati esercizi commerciali del centro storico di Roma.
L’odierno provvedimento cautelare è stato disposto sulla scorta degli elementi investigativi, acquisiti dagli investigatori del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma – Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della
Repubblica di Roma. Sono otto gli indagati dell’operazione di polizia, convenzionalmente denominata “Tavolino in centro”, a cui sono stati notificati altrettanti avvisi di garanzia, che ha consentito di disarticolare un gruppo delinquenziale, dedito, tra dicembre 2012 ed aprile
2014, alla commissione seriale di episodi corruttivi. Molteplici le fattispecie delittuose accertate: concorso in corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio, rilevazione ed utilizzazione di segreto d’ufficio e accesso abusivo a sistemi informatici/telematici. Nel dettaglio, è stato svelato un totale asservimento della funzione di alcuni pubblici ufficiali “infedeli” all’interesse di imprenditori che avevano importanti attività commerciali nella
Capitale.
In cambio dell’illecito servizio prestato, abusando dei poteri derivanti dall’incarico ricoperto, il vigile urbano oggi arrestato, Franco Caponera, insieme ad altri appartenenti alla Polizia Locale indagati, ha ottenuto promesse e consegne di denaro ed altre utilità a contenuto patrimoniale. Tra queste la promessa di assunzione, nella zona di Catanzaro, di persona indicata dal medesimo Caponera il quale, laconicamente, sottolineava a Renato Salvatore Mercuri: “A me chi mi aiuta io lo aiuto”; consegna di casse e bottiglie di vino ed altre regalie, quali ticket restaurant; pagamento ovvero promesse di pagamento, nonché offerta sistematica di consumazioni presso i locali riconducibili agli imprenditori. In cambio di questo, i pubblici ufficiali infedeli hanno rivelato, in anticipo, agli imprenditori Renato Salvatore Mercuri e Giovanni Pagliaro, oggi arrestati, le tempistiche di svolgimento dei controlli presso i loro locali in
centro storico, al fine di evitare che le attività ispettive evidenziassero irregolarità, così garantendo l’esito positivo degli stessi accertamenti; bloccato gli accessi ispettivi da svolgere ovvero assicurato che gli stessi controlli fossero operati con elasticità; effettuato accessi abusivi alle banche dati informatizzate in uso alle Forze di Polizia. L’apparente modesto rilievo delle utilitas, sottolineano gli investigatori, non deve trarre in inganno. Secondo la finanza, attraverso tali sistematiche illecite condotte, gli stessi hanno fortemente avvantaggiato gli imprenditori calabresi sia nella fase dell’avvio delle attività commerciali che nella successiva espansione, in danno di onesti concorrenti commerciali.