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VIA DEL CORSO, STOP DEFINITIVO A SHOPPING CENTER: TRONCA ANNULLA DELIBERA 2012

13 gennaio 2016 Politica

Tramonta definitivamente il progetto, avviato dalla giunta Alemanno, di realizzare uno shopping center nel centro di Roma. Il commissario capitolino Francesco Paolo Tronca, infatti, ha annullato la delibera approvata l'8 Febbraio 2012 con la quale era stato adottato il Piano di Recupero di Palazzo Raggi, il complesso edilizio delimitato da Via del Corso, Via della Vite, Via del Gambero e Via delle Convertite. Il piano di recupero, che prevedeva la realizzazione di un centro commerciale con un megastore per lo shopping a livello del terreno, e una serie di appartamenti ai piani superiori, era finito sotto la lente della Procura di Roma, che aveva di fatto bloccato il condono edilizio che avrebbe dato, ai proprietari della struttura, il via libera per la ristrutturazione del palazzo.
Il Campidoglio, con la delibera di annullamento adottata da Tronca, ha così respinto tutte le richieste di rettifica avanzate dalla società proprietaria dell'immobile fermando in maniera definitiva l'iter del progetto. Sono diversi mesi che i magistrati stanno indagando sul procedimento amministrativo con il quale si è autorizzata questa trasformazione dell’assetto urbanistico nel centro della città. Si cerca di fare luce su tutta una serie di atti firmati dal Campidoglio nel periodo risalente alla consiliatura Alemanno. I vigili urbani, oltre ad aver rilevato anomalie nella prassi, avrebbero trovato all’interno dell’edificio anche alcune irregolarità su dei lavori già eseguiti. Sotto la lente degli inquirenti potrebbe finire una serie di funzionari e tecnici comunali firmatari dei protocolli destinati a trasformare Palazzo Raggi. L'ipotesi di ristrutturazione di Palazzo Raggi nasce nella prima metà del 2010. La pratica passa per alcuni uffici del Campidoglio, dove riceve sempre il via libera, per poi arrivare direttamente in Giunta. L'intervento, di notevole importanza sul piano regolatore, riceve ad ogni gradino l'ok per andare avanti. Per chiudere il progetto serve però un condono edilizio la cui richiesta s interrompe proprio a causa dell'indagine della procura. Gli inquirenti avanzano sospetti sulla procedura amministrativa, fatta in deroga al piano regolatore. Ai proprietari del complesso, come si legge nella delibera di Tronca, resta comunque la possibilità di ripresentare la proposta di Piano di Recupero in conformità alle norme vigenti.