sabato 24 febbraio 2018 22:57:30
omniroma

Dalla Sapienza a Tor Vergata
Protesta contro i test di Medicina

6 settembre 2016 Cronaca

Dalla Sapienza a Tor Vergata, le associazioni di studenti universitari si sono mobilitate, questa mattina, per protestare contro i test di ingresso alla facoltà di Medicina.

La Rete della Conoscenza, Link Coordinamento Universitario e Unione degli Studenti hanno svolto un’azione dimostrativa davanti una delle sedi di Sapienza, affiggendo cartelloni e striscioni con sopra scritto “Chiuso – il numero chiuso chiude gli ospedali’, per simboleggiare il forte legame tra numero chiuso e i tagli che da anni sono stati inferti alla Sanità Pubblica, con grave danno per il diritto alla salute dei cittadini”.

Azione notturna per l’Unione degli Universitari, protagonista di un blitz al MIUR, “con il quale abbiamo messo in luce le principali storture dell’attuale sistema – dichiara in una nota l’associazione – Non soltanto abbiamo voluto ribadire la nostra contrarietà a qualsiasi forma di numero chiuso, ma abbiamo denunciato che quella che avviene con il test è una selezione all’ingresso che di fatto si basa su elementi aleatori, e su cui incidono fortemente una serie di fattori che nulla hanno a che vedere con la capacità e la volontà del candidato di affrontare un determinato corso di studi. Davanti ad una drammatica riduzione degli studenti che si iscrivono all’università, il Ministero risponde nel peggiore dei modi. I bandi contengono elementi peggiorativi rispetto al passato, come la diminuzione sostanziale dei posti disponibili (se ne perdono più di 1000, di cui 300 a medicina) e la chiusura anticipata delle graduatorie al termine del primo semestre, lasciando immaginare che questo comporterà un’ulteriore riduzione dei posti. In questo modo moltissimi potenziali studenti sono buttati fuori dalle università, e si vedono negata la possibilità di scegliere il proprio futuro. È venuto il momento di dire basta”.

“Ci raccontano che il numero chiuso serve a valorizzare i meritevoli e a razionalizzare le risorse, ma nulla potrebbe essere più falso – dichiara Tommaso Ritenuti, resp. università del FGC Roma- Meno medici servono e serviranno a chiudere o ridimensionare le strutture sanitarie pubbliche come l’Ospedale di Tor Vergata, che oggi sono già mandate avanti da giovani lavoratori, infermieri e specializzandi, che compiono sacrifici enormi accettando turni disumani e straordinari non pagati pur di non arrecare danno ai pazienti. Il tutto è funzionale allo smantellamento della sanità pubblica, che avviene nel contesto della dismissione dello stato sociale imposta da UE, BCE e FMI”.