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UMBERTO I, PILOTAVANO ASSUNZIONI E USAVANO AUTO AZIENDA: 14 DIPENDENTI INDAGATI

17 marzo 2016 Cronaca, Sanità

Approfittando della loro posizione lavorativa, alcuni lavoratori dell’autoparco dell’azienda ospedaliera del Policlinico Umberto 1, oltre a usare autovetture di servizio per scopi privati, riuscivano a pilotare alcune assunzioni, presso cooperative private vincitrice di appalti, all’interno della stessa azienda.
L’indagine, partita a seguito di un esposto anonimo inviato al commissariato di San Lorenzo, è stata svolta dagli agenti della polizia di Stato, agli ordini della dottoressa Giovanna Petrocca che, insieme ai colleghi del commissariato Casilino, hanno organizzato una serie di servizi di appostamento e pedinamento nei pressi del policlinico e in altre zone della Capitale, finalizzati a verificare la fondatezza della notizia.
Nel gennaio del 2014, a seguito degli accertamenti svolti, gli agenti sono riusciti a scoprire che effettivamente numerosi dipendenti dell’autoparco erano coinvolti nel “sistema” e ne hanno dato comunicazione alla Procura.
Condotta dal sostituto procuratore della Repubblica, Erminio Carmelo Amelio, e proseguita con l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche, sono stati controllati scrupolosamente tutti i movimenti dei personaggi di maggior rilievo, attorno ai quali, si è svolta gran parte dell’attività investigativa.
A settembre del 2014, a seguito di alcune perquisizioni effettuate in diversi immobili di proprietà dei sospetti, gli investigatori hanno acquisito migliaia di documenti probatori che, dopo mesi di accertamenti sono stati trasmessi alla magistratura.
Dopo un indagine durata due anni, a seguito di un informativa composta da più di mille pagine inviata alla Procura, con la quale gli investigatori hanno chiesto all’Autorità Giudiziaria l’opportunità di valutare ed emanare diverse misure cautelari restrittive nei confronti di alcuni personaggi, sono stati indagate, a vario titolo, 14 persone.
Tutti eseguiti nella giornata di oggi, dagli agenti del commissariato San Lorenzo e dal personale del Casilino, i provvedimenti sono stati notificati a 3 persone finite agli arresti domiciliari, 4 interdette e sospese dall’esercizio del pubblico ufficio e 7, tra cui 2 gestori di carburante dove i mezzi dell’azienda ospedaliera effettuavano il rifornimento, indagate in stato di libertà.