giovedì 22 febbraio 2018 04:27:00
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Turismo, intascavano la tassa di soggiorno
Stangata ai furbetti dei B&B

21 ottobre 2017 Cronaca

La Polizia di Stato, nell’ambito del Protocollo d’intesa sollecitato dalla Federalberghi e sottoscritto con la Prefettura della Provincia di Roma, nell’ultimo quadrimestre, al fine di monitorare la regolarità del settore delle attività ricettive e extra-alberghiere ha effettuato innumerevoli controlli finalizzati al contrasto del fenomeno dell’abusivismo. Verifiche incrociate hanno permesso di svolgere un’attività mirata e concentrata sul rispetto delle norme in materia di B&B, case-vacanza, affittacamere e altre tipologie che complessivamente nella capitale risultano essere più di dodicimila. Su 44 attività controllate dal personale della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura, diretto dal dottor Carlo Musti, 17 fra Bed & Breakfast e affittacamere sono risultati irregolari; diverse le violazioni rilevate, quali la mancanza del titolo all’esercizio dell’attività, numero di posti letto superiori a quanto disposto dal titolo abitativo, mancata comunicazione telematica degli ospiti alloggiati, presenza di estintori non revisionati, mancanza della segnaletica relativa al percorso antincendio, mancata indicazione di classificazione dell’attività. Nel corso dei controlli sono state contestate sanzioni pecuniarie per un totale di circa 150.000 Euro, mentre 14 sono stati gli albergatori denunciati per non aver ottemperato alla prevista comunicazione di cui all’art 109 del Tulps relativamente alle persone alloggiate. Diverse le attività che non hanno versato nelle casse del comune di Roma la tassa di soggiorno introdotta nel 2011. Dette strutture, indebitamente acquisivano dagli ignari turisti per ogni notte che soggiornavano un contributo variabile dai 3 ai 7 euro cadauno, arrecando un danno erariale per il comune di svariate centinaia di migliaia di euro. Per gli albergatori in questione, oltre a essere stati sanzionati amministrativamente, a loro carico sono stati trasmessi gli atti alla Procura.
La straordinaria attività di controllo degli investigatori della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale ha permesso di far recuperare alle casse del comune di Roma circa 135.000 euro di tasse non versate sui 300.000 euro di evasione accertati, soldi questi che potranno essere riutilizzati dal Comune per finanziare opere di ristrutturazione e sostentamento della preservazione del patrimonio culturale così come previsto dal Decreto legislativo del 2011.