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TRUFFE, RICICLAGGIO DA 7MLN: INDAGATI IMPRENDITORE E TRE COMPLICI

21 marzo 2018 Senza categoria

I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari del locale Tribunale, nei confronti di 4 soggetti. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica capitolina, hanno permesso di accertare che Fabio Calì, immobiliarista di origini siciliane, sfruttando la sua
posizione di amministratore di fatto di due importanti società, ha realizzato un’articolata truffa con il concorso di altre tre persone, riciclandone i proventi in
attività economiche. L’attenzione investigativa degli specialisti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria si è concentrata sulla compravendita di un immobile di pregio
,conclusa raggirando la proprietaria, indotta a sottoscrivere un contratto preliminare e alcuni fogli in bianco che hanno determinato, senza il versamento di alcuna somma, il passaggio della proprietà a favore degli indagati. Tuttavia, come si legge nel dispositivo, l’operazione immobiliare “rappresentava in realtà solo un tassello di un’operazione illegale più ampia”. Infatti, dopo pochissimo tempo, l’immobile è stato conferito al patrimonio di una delle società riconducibili a Calì per un importo di circa 7 milioni (quasi
il doppio del suo valore di mercato), in modo da ottenere fraudolentemente i requisiti per l’iscrizione all’albo dei soggetti autorizzati alla riscossione dei tributi locali
,istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Ma non è tutto: l’imprenditore ha poi venduto la predetta società, perpetrando così un’ulteriore truffa ai danni
dell’impresa acquirente e lucrando – osserva il Giudice – “l’ingente e certamente illecito profitto” costituito dal valore “del capitale sociale formalmente (solo formalmente) pari a 7.000.000 euro”. Il G.I.P., nel qualificare il curriculum di Calì, cita “procedimenti e condanne riportate per reati come false comunicazioni sociali, simulazione di reato, truffa, associazione per delinquere, falsità varie e trasferimento fraudolento di valori”. Oggetto del sequestro preventivo sono i beni nella disponibilità degli indagati
(risorse finanziarie e immobili) fino alla concorrenza della somma di quasi 7 milioni di euro”.