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TRUFFA A INVALIDI VITTIME INCIDENTI, CHIESTO RINVIO PER BANCARI LEGALE E PS

26 novembre 2016 Cronaca

Truffavano i propri clienti, tutti cittadini stranieri vittime di gravi incidenti stradali, appropriandosi a loro insaputa dei cospicui risarcimenti corrisposti dalle assicurazioni. Una lucrosa attività per la quale un avvocato romano e il suo assistente di studio, l’ex direttore e l’ex vice direttore di una filiale di un noto istituto di credito e altre due persone rischiano di finire a processo con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, falsità in titoli di credito, infedele patrocinio e riciclaggio. La richiesta di rinvio a giudizio, firmata dal pm Mario Palazzi, oltre ai soggetti ritenuti coinvolti nell’associazione, riguarda anche un agente della stradale accusato di accesso abusivo al sistema informatico di indagine delle forze di polizia, e il legale rappresentante dell’istituto di credito utilizzato per le operazioni bancarie dei truffatori.
I fatti risalgono al periodo compreso tra il 2008 e il 2012 e alcuni degli otto singoli episodi di truffa contestati -per complessivi 580 mila euro- risultano ormai prescritti. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, l’avvocato e il suo assistente dopo aver ricevuto incarico da diversi cittadini “stranieri in difficoltà economiche e in condizioni precarie di salute” e dopo averne carpito la fiducia con dei prestiti economici, grazie ad una serie di firme e documenti falsi e alla compiacenza dei due bancari, sarebbero riusciti ad intascare i cospicui risarcimenti di alcuni clienti.
A denunciare per primo la truffa è stato, nel 2012, un cittadino egiziano costretto sulla sedia a rotelle per gli effetti di un grave incidente stradale subito nel 2016. In questo caso, l’avvocato e il suo collaboratore, avrebbero prima dato al cliente 60 mila euro a titolo di anticipo sul totale del risarcimento e poi si sarebbero appropriati dei 320 mila euro versati dall’assicurazione. Infine, non soddisfatti, avrebbero chiesto e ottenuto con tasso usurario la restituzione del denaro anticipato, pretendendo inoltre 55 mila euro di interessi.
Per quanto riguarda i due ex dipendenti dello sportello bancario coinvolti nel procedimento per riciclaggio, l’accusa è quella di aver eseguito “operazioni volte ad ostacolare l’identificazione della provenienza delle somme” provento delle truffe e di aver omesso di segnalare le operazioni bancarie sospette all’Uif della Banca d’Italia. Una condotta che, inevitabilmente, ha finito per chiamare in causa nell’indagine anche l’istituto di credito per il quale lavoravano.
“Sarà un processo complesso -ha dichiarato l’avvocato Laura Pastorelli, che insieme al collega Giovanni Calgagni, assiste il cittadino egiziano vittima di uno dei raggiri- come complesse sono state le indagini svolte dalla Procura della Repubblica di Roma che portano, oggi, a questa richiesta di rinvio a giudizio, non solo per l’articolata molteplicità di fatti criminosi messi in atto disinvoltamente dall’associazione, ma anche, e soprattutto, per il ruolo sociale rivestito da alcuni degli imputati, l’ex avvocato difensore, l’istituto di credito e appartenenti alla Polizia di Stato i quali, violando ogni norna giuridica, sociale e morale hanno incrinato il rapporto fiduciario che, necessariamente, deve esistere tra i cittadini e quelle istituzioni”.
A decidere sull’eventuale rinvio a giudizio degli indagati sarà il gup Massimo Battistini.