mercoledì 20 settembre 2017 18:22:55
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Donna fatta a pezzi e gettata nei rifiuti
Arrestato il fratello con cui viveva

16 agosto 2017 Cronaca

In manette Maurizio Diotallevi, 62 anni, che ha confessato alla polizia: “Sono stato io”

L’orrore ha preso forma l’altra notte, in via Maresciallo Pilsudski di fronte al Galoppatoio proprio sotto la sede del Gestore dei servizi energetici (Gse), quando all’interno
di un cassonetto per l’immondizia sono state rinvenute due gambe apparentemente di donna, tagliate all’altezza dell’inguine.
Sul posto sono intervenuti prima i poliziotti del commissariato Villa Glori, poi gli agenti della Polizia Scientifica per i rilievi di competenza e la squadra mobile, che svolge le indagini. A dare l’allarme al commissariato di zona, intorno alle 20, è stata una giovane nomade rovistatrice che in stato di choc ha portato gli agenti sul posto. Gli arti, mozzati sotto il collo del femore, sono stati tranciati con una sega. Più tardi, in via Guido Reni, l’altra macabra scoperta, all’interno di un cassonetto proprio davanti al reparto volanti della polizia il busto di una donna di mezza età, completo di braccia e testa. A compiere l’orribile delitto, subito fermato dalla polizia grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza, Maurizio Diotallevi, un 62enne,  figlio di un alto ufficiale dell’Esercito che vive nella stessa via Reni, nello stabile accanto al posto di polizia. Vittima la sorella Nicoletta, 58 anni, strangolata, fatta a pezzi e gettata nell’immondizia dopo una lite per soldi. I due, che vivevano insieme nella casa lasciata in eredità dai genitori, avevano problemi economici. Lui si barcamenava con piccole consulenze nel campo del web guadagnando poco o niente, lei era quella che tirava la carretta lavorando come donna delle pulizie, tenendo corsi e affittando anche una camera dell’appartamento a studenti. L’altro giorno, di fronte all’ennesima richiesta respinta di soldi l’ultima lite fatale.