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“Tre anni di carcere per Marino”
La richiesta del Pm per il caso scontrini

29 settembre 2016 Cronaca, Omniparlamento, Politica

Richiesta di condanna a 3 anni e un mese di reclusione, in abbreviato, per l’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, accusato di peculato, falso e truffa nell’ambito di due diversi procedimenti riguardanti l’utilizzo improprio della carta di credito concessagli dall’amministrazione capitolina e il pagamento di consulenze per la onlus Imagine, di cui era stato fondatore. A sollecitare la condanna dell’ex primo cittadino sono stati i pm Roberto Felici e Pantaleo Polifemo, ai quali sono stati assegnati i due rispettivi procedimenti. Per quanto riguarda la vicenda relativa alla carta di credito, a Marino è contestato di aver utilizzato il titolo elettronico per una spesa di circa 13mila euro. Somma che lo stesso Marino ha poi restituito dopo l’apertura dell’inchiesta. In merito all’inchiesta sulla onlus, che coinvolge altri tre indagati, l’accusa riguarda la certificazione di compensi riferiti a prestazioni fornite da collaboratori fittizi o soggetti inesistenti. Operazione, avvenuta tra il 2012 e il 2014, che avrebbe creato un danno patrimoniale di 6000 euro all’Inps per il mancato versamento degli oneri contributivi. Sulle richieste sarà chiamato a decidere il gup Pierluigi Balestrieri.

Seicentomila euro di risarcimento. E’ la somma richiesta dal comune di Roma, costituitosi parte civile nell’ambito del processo per peculato e falso a carico dell’ex sindaco Ignazio Marino. L’inchiesta riguarda il presunto utilizzo improprio della carta di credito dell’amministrazione capitolina, per decine di cene non istituzionali, da parte dell’ex primo cittadino romano. ll risarcimento sollecitato dal Campidoglio si compone di 100mila euro “per danno funzionale” e 500 mila euro “per danno di immagine”.