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TIBURTINA, DUE TENTATI FURTI IN NEGOZI: ARRESTATI

15 dicembre 2015 Cronaca

Ieri nel primo pomeriggio in un supermercato di via Tiburtina una donna ha tentato di superare le casse con della merce nascosta dentro un passeggino. La donna, 30enne rumena, che aveva con sè due bambini, ha pagato alcune cose in una delle casse e poi si stava allontanando mentre spingeva un passeggino con uno strano rigonfiamento sullo schienale. Al momento del passaggio attraverso i sensori antitaccheggio è però entrato in funzione l’allarme e la donna è stata fermata dal personale di vigilanza, che immediatamente ha chiamato la Polizia di Stato. Gli agenti del Reparto Volanti, arrivati sul posto, hanno verificato che la donna aveva nascosto, proprio nella parte posteriore del passeggino, circa 30 articoli di merce per la pulizia dentale per un valore di circa 400 euro, non pagata. A seguito degli accertamenti svolti gli agenti hanno scoperto che a carico della 30enne gravava un ordine di carcerazione, in quanto la stessa doveva scontare un anno e 11 mesi di reclusione per precedenti condanne. È, invece, avvenuto in un negozio di abbigliamento in via Tiburtina un tentativo di furto trasformatosi poi in una rapina impropria, da parte di un 28enne italiano.
Un giovane è entrato in uno dei camerini del negozio con alcuni capi di abbigliamento, poco dopo ne è uscito senza nulla in mano; cosa che ha insospettito uno dei commessi che, mentre era andato a verificare che la merce non fosse stata lasciata nel camerino, ha sentito suonare l’allarme all’uscita. Il ladro, vistosi scoperto, si è messo a correre, ma il commesso l’ha inseguito e fermato afferrandolo per un lembo della giacca. Proprio in quell’istante stava passando una pattuglia del commissariato San Giovanni che è intervenuta. Gli agenti, sentito il racconto del commesso, hanno scoperto che in effetti il 28enne aveva indossato sotto i propri abiti quelli nuovi, provati nel camerino dal negozio, che avevano ancora la placca antitaccheggio attaccata.
L’uomo è così finito in manette con l’accusa di rapina impropria.