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TESTACCIO, ‘COLAZIONE RESISTENTE’ AL CENTRO SOCIO-CULTURALE CURDO ARARAT

2 aprile 2016 Politica

Una ‘colazione resistente’ per dire no alla chiusura del centro socio-culturale curdo Ararat a Testaccio. Così questa mattina un gruppo di attivisti hanno manifestato il loro ‘dissenso’ verso la “decisione del Commissario Francesco Paolo Tronca che vorrebbe liberi i locali del centro culturale”.
“Dopo diciassette anni di costruzione di iniziative interculturali, sociali, politiche – si legge in una nota del centro – il centro socio-culturale curdo a Testaccio, nel cuore di Roma, nella piazza che dieci anni fa l’allora sindaco intitolò a Dino Frisullo come riconoscimento proprio per il lavoro da lui svolto in difesa dei diritti dei curdi rischia lo sgombero. Diciasette anni di attività che rischiano di essere cancellati dentro la spirale della riorganizzazione del Patrimonio Pubblico del Comune di Roma. Come Ararat, tante altre realtà sociali di questa città, oggi sono minacciate dall’aggressione della retorica della valorizzazione economica che vuole questa città in vendita, una politica che prova ad aggredire chi in questi anni è stato argine culturale e spazio d’innovazione sociale. Lo scorso 19 marzo un corteo di migliaia di donne e uomini ha camminato per la città al grido di #RomaNonSiVende per reclamare l’alternativa che tante realtà dal basso hanno costruito dentro questa città, e ancora di più oggi, centri sociali, associazioni, e presidi territoriali sono determinati a resistere”. A portare il loro sostegno l’ex capogruppo in Campidoglio di Sel Gianluca Peciola e il candidato sindaco di Roma Stefano Fassina.