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Terrorismo, Renzi lancia “risposta a terrore” Due mld investimenti su sicurezza e cultura

24 novembre 2015 Senza categoria

“Cinquecento milioni alla difesa italiana” e “un miliardo sulle linee guida della cultura: 500 milioni alle città metropolitane per progetti di intervento sulle periferie che devono essere presentati entro il 31 dicembre 2015 e spesi nell’anno solare 2016″. Secondo il principio che “per ogni euro in più investito sulla sicurezza ci deve essere un euro in più investito in cultura”. Sono alcune delle proposte della “risposta al terrore” lanciata dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, intervenendo nella Sala degli Orazi e Curiazi ai Musei capitolini su “Italia, Europa. Una risposta al terrore”.
Tra gli investimenti annunciati dal premier quello “di 150 milioni di euro sulla cyber security”, “150 milioni per consentire a tutti i cittadini che lo vorranno di donare il due per mille a un’associazione culturale?” e “50 milioni in borse di studio”, mentre “l’estensione del bonus di 80 euro sara’ per tutte le donne e gli uomini che lavorano con le forze dell’ordine”. Inoltre Renzi ha proposto di estendere “ai 18enni una misura gia’ prevista per i professori: i 550mila italiani che compiono 18 anni tutti gli anni riceveranno una carta-bonus ed e’ solo per iniziative di natura culturale che e’ simbolicamente un modo con cui lo Stato li carica di responsabilità di essere protagonisti”. E ancora, “il Governo proporrà di spostare al 2017 la diminuzione dell’Ires. Impiegheremo due miliardi di euro – ha detto Renzi – per i professionisti della sicurezza e della cultura”.
“Per ogni telecamera nuova – ha aggiunto Renzi – vogliamo un regista teatrale, per ogni investimento in polizia un investimento in pulizia. Per ogni mezzo blindato in piu’ un campo da calcetto. Ogni centesimo speso in sicurezza sara’ un investimento se ci ricordiamo cosa stiamo proteggendo”.
“L’italia ha margini di bilancio molto stringenti – ha ricordato – Noi rispettiamo le regole anche quando non le condividiamo. Restiamo nei limiti ma chiediamo all’Europa che c’e’ da rispettare il patto di umanità che vale di più di un patto di stabilità”.
“L’Italia non cambia la propria posizione”, ha affermato, “ma sa perfettamente che cio’ che e’ accaduto a Parigi ha segnato un salto di qualita’, sono stati escelti obiettivi comuni, simboli di una generazione che ha conosciuto solo pace e libertà – ha aggiunto il presidente del Consiglio – Il terrorista vuole impedirci di sognare, sperare, amare, vivere. Siamo spaventati da immagioni di guerra ma dobbiamo esserlo anche di video in cui si vedono cattivi maestri estremisti che educano i giovani a odiare la musica. Noi non accetteremo mai di odiare la musica: l’Italia rimarra’ la patria della musica e della cultura”. “Dobbiamo dare la possibilità ai nostri figli di vivere liberi e senza paura?” e “l’Europa deve ritrovare senso di umanità in ciò che fa, ci deve essere un nuovo umanesimo”.
Il rischio per il presidente del Consiglio è che “l’Europa diventi una vittima collaterale degli attacchi di Parigi. Sono trascorsi ormai dieci giorni dai tragici fatti di Parigi eppure siamo in tanti ancora a riflettere sul senso profondo e su come noi italiani ed europei dobbiamo rispondere – ha aggiunto – Ho scelto di essere qui per dire cosa pensa il governo italiano e cosa fa in un luogo storico non solo per Roma ma per l’italia e per l’Europa. Qui 58 anni fa si scelse di firmare i trattati istitutivi dell’Europa, qui si e’ siglato il certificato di nascita quindi e’ posto giusto per risvegliare il senso profondo. Oggi rischiamo che gli eventi di Parigi lascino l’Europa come vittima collaterale”. (24 novembre 2015)