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Studente Usa, il riesame derubrica l’accusa di omicidio volontario
“La caduta di Solomon non è direttamente riconducibile alla spinta”

3 agosto 2016 Cronaca

“La caduta in acqua di Solomon non è direttamente riconducibile alla spinta o al calcio sferrato da Galioto ed avviene dopo diversi secondi”.
E’ quanto sostenuto, alla luce delle immagini riprese da una videocamera di sicurezza, dai giudici del tribunale del riesame di Roma.

Dunque il fatto viene derubricato da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale. Gli stessi magistrati, nell’ordinanza con la quale hanno respinto l’istanza di scarcerazione avanzata dal legale di Galioto -l’avvocato Michele Vincelli- scrivono: “Solomon, per effetto della precedente assunzione di alcol, era sicuramente disorientato e instabile nell’equilibrio. La sua condizione era certamente percepibile dal Galioto”.

“Non si può concludere che Galioto abbia avuto la chiara rappresentazione con conseguente accettazione del rischio della complessiva condotta, inaugurata dalla spinta e terminata con l’irruzione del cane e successiva precipitazione in acqua del Solomon, in conseguenza della quale ne era prevedibile la morte”, sostiene il tribunale del riesame nelle 15 pagine dell’ordinanza con cui, la scorsa settimana, hanno respinto la richiesta di scarcerazione avanzata da Massimo Galioto, il quarantenne senzatetto accusato di aver ucciso lo studente americano Beau Solomon. L’accusa nei confronti dell’indagato, che secondo gli inquirenti avrebbe provocato la caduta del diciannovenne statunitense nelle acque del Tevere, nella notte tra il 30 giugno e il 1 luglio, prima che il gip la rimodulasse in omicidio preterintenzionale, era quella di omicidio volontario.
“Non vi sono attualmente sufficienti riscontri per ipotizzare che la precipitazione in acqua e l’annegamento fossero sviluppi prevedibili della condotta che Galioto ha posto in essere -scrivono i giudici del riesame- La spinta infatti non ha procurato un significativo spostamento verso l’argine ed il lancio della pietra è avvenuto quando Solomon era sufficientemente distante, anche se poi, si ribadisce, nello schivarla si è trovato in bilico sul ciglio della banchina. Deve escludersi pertanto il dolo eventuale e di conseguenza l’omicidio volontario. Sussistono però gli estremi perché il fatto complessivamente rivalutato sia riqualificato in omicidio preterintenzionale”. Un fattore non determinante per la caduta in acqua di Solomon, aggiungono i magistrati, “non è stata la posizione assunta da Galioto” durante il confronto con il ragazzo.