venerdì 18 agosto 2017 01:31:10
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Stadio, il vincolo della Soprintendenza
Società pronta ad azioni legali

18 febbraio 2017 Cronaca, Omniparlamento, Politica, Sport

La soprintendenza archeologica delle arti e paesaggio per il comune di Roma blocca il progetto dello stadio della Roma. Con una lettera inviata al sindaco Virginia Raggi e a Eurnova, la società a cui fa capo la proposta del club giallorosso, la soprintendente Margherita Eichberg mette sotto chiave l’area dell’ippodromo di Tor di Valle annunciando l’avvio del “procedimento di dichiarazione di interesse culturale” per vincolare l’area per il principio della “tutela indiretta”. Da qui, quindi, l’assoluta inedificabilità anche di tutta la zona nel perimetro circostante “al fine di evitare che sia danneggiata la visuale dell’impianto o ne siano alterate le condizioni di inserimento nel contesto agrario attuale – si legge nella comunicazione della soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per il comune di Roma – caratterizzato dagli interventi di bonifica dei secoli XIX -XX, sia lasciata libera da opere in elevato, ad eccezione dei manufatti già esistenti, per i quali, in caso di sostituzione, non dovranno essere superate l’altezza e la densità attuali”. La Soprintendenza concede 80 giorni alla società per portare “la produzione di eventuali osservazioni e memorie scritte” per procedimento che consta di complessivi 120 giorni. La prossima conferenza dei servizi, infine, è calendarizzata il 3 marzo.”In riferimento all’iniziativa del MiBACT di avviare una procedura di ‘dichiarazione di interesse particolarmente importante’ dell’ex Ippodromo di Tor di Valle, i proponenti del progetto Stadio della Roma – Tor di Valle desiderano evidenziare una serie di elementi. Sin dal progetto preliminare dello Stadio, presentato all’Amministrazione Capitolina nel maggio del 2014, e sottoposto al controllo preventivo delle Autorità pubbliche coinvolte nell’iniziativa, è stata prevista la demolizione dell’ex Ippodromo, per le sue fatiscenti condizioni anche sotto il profilo statico, e la sua sostituzione con il nuovo Stadio”. Così in una nota i proponenti del progetto Stadio della Roma – Tor di Valle in merito alla dichiarazione di interesse culturale sull’ex ippodromo di Tor di Valle da parte della Soprintendenza di Roma.
“In particolare, nella Conferenza di Servizi ‘esterna’, convocata dal Comune ai sensi della ‘Legge Stadi’ per l’esame del progetto preliminare – si legge nella nota – la Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici, con parere del 28.7.2014 ha esclusivamente richiesto:
a) relativamente al profilo archeologico, la esecuzione di sondaggi preventivi;
b) relativamente al profilo paesaggistico, la tutela delle fasce di rispetto del Tevere e delle aree della Valle dei Casali e della Riserva Naturale Tenuta dei Massimi; la salvaguardia delle alberature con prescrizioni per la loro sostituzione; nonché il restauro e valorizzazione dei Casali esistenti.
Le successive note degli Uffici periferici del MIBACT hanno insistito sugli stessi argomenti. Particolarmente significativo è, tra tali note, il parere della Soprintendenza Beni Architettonici e Paesaggistici di Roma del 18.11.2014 che richiede che ‘particolare riguardo dovrà essere posto: … dovranno essere indicati i criteri della sostituzione con demolizione dell’Ippodromo e di tutti gli elementi di architettura e le pertinenze che lo caratterizzano’. Dopo la dichiarazione del ‘pubblico interesse’ della proposta deliberata dal Comune (A.C. 132/2014), il progetto definitivo dell’intervento è stato presentato alla Regione. Nella ‘Conferenza’ di Servizi ‘decisoria’ la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Roma, ha espresso rilievi sostanzialmente vertenti su due aspetti principali:
a) la compatibilità con le ‘visuali’ dei fabbricati privati verticali (‘le tre torri’);
b) le modalità di esecuzione delle indagini archeologiche, con l’attribuzione dei relativi costi al proponente.
Anche nel parere reso in sede di VIA del 6.2.2017, la menzionata Soprintendenza, pur accennando al ‘valore’ dell’Ippodromo, non ha espresso alcun parere contrario alla sua demolizione. Ribadendo invece le sue perplessità su temi vari, tra i quali ‘visuali’ e indagini archeologiche preventive. Tali documenti confermano che la procedura di vincolo culturale dell’Ippodromo, non solo non è mai stata esternata in precedenza ma anzi confligge con le valutazioni e i pareri resi nelle Conferenze di Servizi preliminare e decisoria in merito al progetto, basato sulla demolizione dell’ex Ippodromo e sulla realizzazione al suo posto del Nuovo Stadio. Le tribune dell’ex Ippodromo di Tor di Valle sono identificate da tutti in modo inequivocabile come una struttura precaria e pericolante, in totale abbandono da anni, peraltro dimenticata anche dalla Soprintendenza stessa che non ha mai avviato alcuna azione a tutela per quell’area prima che noi valutassimo lo sviluppo di questo progetto. Nella struttura delle tribune sono, tra l’altro, presenti parti ricoperte di amianto. Tutto questo è stato da anni fatto presente alle istituzioni che hanno dato il loro via libera al progetto Stadio della Roma – Tor di Valle, consci che questi manufatti, per via del loro stato di degrado, sarebbero inevitabilmente stati rimossi. Tuttavia, siamo da sempre e in ogni caso disponibili a riqualificare le tribune, conservandone una parte in un’area dedicata, dopo averla naturalmente ristrutturata e messa in sicurezza, al fine di preservarne la memoria storica e come suggerito in precedenza dalla Soprintendenza stessa. Non possiamo esimerci dall’evidenziare come sia infine particolarmente singolare la tempistica di questo parere emesso dalla Soprintendenza e certamente avvieremo ogni possibile azione a tutela del nostro Progetto, di tutti gli investitori e pubblici azionisti della As Roma e naturalmente di tutti i tifosi che in queste ore non comprendono iniziative talmente intempestive da apparire quantomeno ostili”.