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Sociale, 7°Atlante Save the Children
Nel Lazio 31% bimbi 8-9 anni obeso

16 novembre 2016 Cronaca

“Sin dalla nascita conoscono la povertà nella loro vita, crescono in condizioni di svantaggio e deprivazione rispetto ai loro coetanei e incontrano barriere e ostacoli che li separano da opportunità educative e formative. Sono le migliaia di bambini e ragazzi protagonisti del 7°Atlante dell’Infanzia (a rischio) ‘Bambini, Supereroi’ di Save the Children – l’Organizzazione internazionale dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e a promuoverne i diritti –, che quest’anno, per la prima volta, viene pubblicato da Treccani e sarà disponibile nelle librerie italiane a partire da inizio dicembre 2016”. Così in una nota Save the Children.

“Un viaggio nell’Italia dei bambini e con i bambini per portare alla luce la dura realtà dell’infanzia a rischio ma che, allo stesso tempo, valorizza le risorse e le capacità di resilienza dei minori, veri e propri ‘Superpoteri’ per resistere a situazioni di precarietà e superare condizioni di vita difficili – si legge nella nota – È la fotografia impietosa di un paese in cui quasi 1 minore su 3 è a rischio povertà ed esclusione sociale, mentre i bambini di 4 famiglie povere su 10 soffrono il freddo d’inverno perché i loro genitori non possono permettersi di riscaldare adeguatamente la casa. Più di 1 minore su 4 abita in appartamenti umidi, mentre l’abitazione di oltre 1 bambino su 10 che vive in famiglie a basso reddito non è sufficientemente luminosa. Nelle regioni del Centro Italia, quasi 1 bambino su 10 non svolge regolari attività di svago fuori dalle mura domestiche (7,4%). Ben il 4% dei bambini delle regioni centrali non può invitare amici a casa per giocare o mangiare oppure è senza libri extrascolastici. Un bambino su 20 nelle stesse regioni, non assume un pasto proteico almeno una volta al giorno (3%) o non ha la possibilità di festeggiare compleanno o altre occasioni speciali (3,3%).

Nel Lazio in particolare, la percentuale di giovani tra i 18 e i 24 anni che hanno abbandonato precocemente gli studi, fermandosi alla licenza media, tocca l’11,3%, mentre più di 1 alunno di 15 anni su 4 nel Lazio non raggiunge le competenze minime in matematica e 1 su 5 in lettura. In Italia 6 bambini e ragazzi su 10 i cui genitori hanno un titolo di studio basso sono a rischio di povertà ed esclusione sociale. Il Lazio però, ha un tasso di adulti (25-64 anni) con al massimo la licenza secondaria inferiore (30,8%), di quasi 10 punti più basso della media nazionale (40,5%). Lo raccontano alcune delle 48 originali mappe comprese tra le 43 tavole e le 280 pagine di analisi e dati geolocalizzati di cui è composto quest’anno l’Atlante, a cura di Giulio Cederna, corredato dagli scatti di Riccardo Venturi e realizzato nell’ambito della campagna “Illuminiamo il futuro”, avviata da Save the Children con l’obiettivo di contribuire a debellare la povertà educativa in Italia entro il 2030″.

Nel Lazio, più di 1 bambino su 2 non ha visitato monumenti o siti archeologici (57,7%), e ben 3 su 4 non sono andati a concerti di musica (77,6%). La metà dei bambini laziali non ha visitato mostre o musei (50,6%) e ben più di 3 su 5 non sono andati a teatro (69,1%) . Nel Lazio, più di un bambino tra gli 8 e i 9 anni su 4 (31,1%) è in sovrappeso oppure obeso. Sono solo alcune delle conseguenze tangibili della povertà sulla vita dei bambini nel nostro Paese, dove, secondo dati Istat, oggi più di 1,1 milioni di minori vive in povertà assoluta, una condizione che tra il 2005 e il 2015 ha visto triplicare la sua incidenza sulle famiglie con almeno un minore, passando dal 2,8% al 9,3%. La povertà assoluta è diffusa soprattutto nel Mezzogiorno, dove colpisce più di una famiglia con bambini su 10 (10,9% contro l’8% di famiglie in povertà assoluta al Centro e l’8,6% del Nord), mentre nelle regioni settentrionali questa condizione investe in modo particolare le famiglie immigrate, che rappresentano il 41% delle famiglie in povertà assoluta al Nord. Il Lazio non fa eccezione anche se il dato sulla povertà relativa dei bambini fino a 17 anni è leggermente al di sotto della media nazionale. Il 15,7% rispetto al 20,2% . Il nostro Paese, del resto, presenta livelli di povertà minorili superiori alla media europea: quasi 1 minore di 17 anni su tre (32,1%) è a rischio di povertà ed esclusione sociale in Italia, ben 4 punti e mezzo sopra la media europea (27,7%).

Tra le altre mappe presenti nell’Atlante, vi è infine quella del “Pericolo sismico”, elaborata per Save the Children dall’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), che associa i dati demografici relativi alla popolazione di 0-14 anni per provincia alle aree considerate ad alta pericolosità. Emerge che in Italia 5,5 milioni di bambini e ragazzi sotto i 15 anni vivono in aree ad alta e medio-alta pericolosità sismica. Si tratta di un territorio che copre circa il 70% delle province italiane che comprende 45 città sopra i 50.000 abitanti che ospitano 900.000 minorenni sotto i 15 anni. Il Lazio, rispetto ad altre regioni del Centro, presenta solo il comune di Tivoli tra quelli ad elevato rischio sismico.