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Sicurezza, Comune cede immobili
Nuovi presidi nei Municipi di Roma

14 giugno 2016 Cronaca, Omniparlamento, Politica

Più presidi di sicurezza sul territorio di Roma Capitale soprattutto in alcune aree della Città oggetto di forte sviluppo urbanistico-territoriale e del connesso incremento demografico, “in modo da favorire un più equo e capillare controllo di tutte le zone cittadine, assicurando anche azioni congiunte, mirate alla prevenzione, alla tenuta e al rafforzamento della rete territoriale e della coesione sociale”. Roma Capitale ha formalizzato l’accordo con Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza per il contratto di comodato d’uso di cinque immobili dismessi, collocati nei Municipi II, III, IV, V. La deliberazione, che dà il via libera alla ‘cessione’, è stata approvata lo scorso 26 maggio dal sub commissario vicario Iolanda Rolli in attuazione all’Accordo istituzionale tra il Ministero dell’interno, la Prefettura di Roma e Roma Capitale che prevede, appunto, la cessione ad uso gratuito di alcuni immobili del patrimonio del Comune, quali edifici scolastici dismessi, beni confiscati e requisiti a seguito di abusivismo edilizio, aree a destinazione pubblica da acquistare e trasformare nell’ambito dell’attuazione di strumenti urbanistici, immobili di proprietà privata, siti in zone periferiche dove non risultano strutture di proprietà comunale, acquisite tramite eventuali compensazioni. Nel dettaglio si tratta degli immobili (ex edifici scolastici dismessi) ubicati in via Cocco Ortu 81, via Luigi Appiani 32 e via dei Tordi, destinati all’Arma dei Carabinieri, di quello di via Achille Tedeschi 61, (ex edificio scolastico dismesso) destinato alla Polizia di Stato e dell’immobile di via Goito 35 (limitatamente al piano IV) per la Guardia di Finanza.
Il contratto di comodato d’uso, come si legge nel documento pubblicato sul sito del Capidoglio, si articola in 11 punti e prevede, per quanto riguarda Roma Capitale, “la consegna a titolo di comodato gratuito al comodatario, che li accetta nello stato di fatto in cui si trovano, e resta esonerato da qualsiasi responsabilità per danni a persone e cose subiti dal comodatario e da terzi in relazione all’utilizzo degli immobili stessi”.
L’accordo ha una valenza di 30 anni al termine dei quali il comodatario “si obbliga a restituire al comodante i beni pienamente disponibili e nello stato in cui si trovavano all’atto della consegna, salve le migliorie apportate a spese e cura del comodatario stesso”.