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SHOAH, PIANTATO ULIVO DI GERUSALEMME IN CORTILE LICEO GIULIO CESARE

20 gennaio 2016 Cronaca

Si è svolta oggi nel cortile del liceo Giulio Cesare, la cerimonia di piantumazione di un ulivo di Gerusalemme in memoria delle vittime delle leggi razziali, donato dal Kkl Italia Onlus, nell'ambito della celebrazione del giorno della memoria, alla presenza del ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, dell'ambasciatore d'Italia in Israele, Francesco Maria Talò, dell'ambasciatore d'Israele in Italia, Naor Gilon, del dirigente scolastico del liceo, Micaela Ricciardi, e del presidente di Kkl Italia Onlus, Raffaele Sassun. Ai piedi dell'ulivo, una targa che recita: “La scuola educa alla memoria. L'ulivo sia monito alle generazioni future, per non dimenticare insegnanti e studenti ebrei espulsi per le leggi razziali”. Sassun ha ringraziato i presenti perché “in questo liceo, testimone di questi orrendi crimini, oggi è il giorno in cui ricordiamo la più grande tragedia della storia: la Shoah. La scelta di questo liceo non è casuale perché l'ulivo e la targa sono in ricordo di insegnanti e studenti ebrei espulsi dalle scuole”. Sassun ha poi spiegato: “Piantare un albero è un bel modo per combattere la solitudine e nella tradizione ebraica è simbolo di pace, fratellanza e amore verso la terra”.
“L'idea di questa iniziativa è nata un anno fa – ha dichiarato Francesco Maria Talò – quando da ex studente del Giulio Cesare partecipai alla celebrazione degli 80 anni della scuola e vidi una targa in memoria di due alunni espulsi a seguito delle legge razziali, per questo proposi di piantare un albero in memoria dei fratelli Finzi”.
È poi intervenuto Naor Gilon, sostenendo che “l'albero rappresenta i valori con cui i figli di Israele devono crescere e la memoria è una parte fondante di questi valori. Come ha detto Papa Francesco, il passato ci deve servire da lezione per il presente e il futuro”. Durante l'incontro ha preso la parola anche Mario Finzi, parente dei due ragazzi deportati nel liceo, seguito da Emma Marino, espulsa dalla scuola elementare di San Lorenzo a causa delle legge razziali nel 1938, che ha raccontato la sua esperienza: “Sulla mia pagella c'era scritto 'razza ebraica', nella mia scuola – dopo la mia espulsione – c'era scritto che ero assente per malattia e non ero mai tornata”. Una testimonianza è stata portata, a nome degli studenti, anche da una studentessa del liceo, Federica Fontana. Presente in sala anche la presidente della comunità ebraica, Ruth Dureghello.
La cerimonia è stata chiusa dall'intervento del ministro Giannini che si è chiesta se “serve a qualcosa l'esercizio costante di riflessione e recupero di quel tragico momento? Credo fermamente di sì – ha risposto – e lo vediamo anche con la piantumazione di oggi: piantare un albero è anche un atto di amore fraterno che invoca una attesa di pace, libertà e giustizia che la nostra cultura ha consolidato nei secoli e che è stata ferita dalla Shoah”. La cerimonia di oggi, ha aggiunto, è una cosa che “facciamo qua oggi e lo facciamo in tutta la scuola italiana, da tempo, intensificando di anno in anno il nostro impegno con un lavoro che si fa in maniera silente tutto l'anno e che ha un momento simbolico come questo, perché anche gli atti simbolici e i riti hanno un valore”.