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SCONTRINI, EX SINDACO MARINO CHIEDE E OTTIENE RITO ABBREVIATO

20 giugno 2016 Omniparlamento

Processo con rito abbreviato per l’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, coinvolto in due diversi procedimenti che lo vedono indagato per peculato e falso in un caso, e per una presunta truffa nell’altro. L’ex primo cittadino, che oggi è comparso davanti al gup Pierluigi Balestrieri (insieme ad altri tre indagati coinvolti solo nel procedimento che riguarda la Onlus Imagine), ha chiesto ed ottenuto di essere processato con rito abbreviato e la sua posizione è stata stralciata. La richiesta di Marino era stata subordinata all’acquisizione di una perizia grafologia e a una nota del suo ex capo di gabinetto. La prossima udienza è stata fissata per il 29 settembre. La prima delle due inchieste che vede coinvolto Marino, affidata al pm Roberto Felici, riguarda decine di cene che l’ex primo cittadino avrebbe pagato con la carta di credito del Campidoglio pur non trattandosi di occasioni "istituzionali". Inoltre, lo stesso Marino, accusato anche di falso in merito a questa vicenda, "al fine di occultare" le spese effettuate indebitamente con la carta di credito dell’amministrazione, avrebbe "impartito disposizioni al personale addetto alla sua segreteria affinché formasse le dichiarazioni giustificative delle spese sostenute inserendovi indicazioni non veridiche, tese ad accreditare la natura ‘istituzionale’ dell’evento ed apponendo in calce alle stesse la di lui firma". In relazione all’inchiesta, che riguarda la Onlus Imagine, fondata tra gli altri da Ignazio Marino nel 2005, l’ex sindaco risulta indagato per truffa insieme ad altre tre persone. Nello specifico, gli indagati avrebbero predisposto la certificazione dei compensi delle prestazioni di collaboratori fittizi o soggetti inesistenti. Il ruolo di Marino, in questo caso, sarebbe stato solamente quello di apporre la sua firma -in qualità di legale rappresentante della Onlus- sulle certificazioni dei compensi e nella sottoscrizione della dichiarazione dei redditi dell’associazione. Così facendo, secondo la procura, gli indagati, tra il 2013 e il 2014, avrebbero tratto in errore l’Amministrazione Finanziaria e l’Inps, procurando alla Onlus Imagine, con un ingiusto profitto, consistito nell’omesso versamento degli oneri contributivi dovuti per prestazioni lavorative in realtà mai svolte o svolte solamente da uno degli indagati, per oltre seimila euro.