sabato 23 settembre 2017 15:02:20
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SANITÀ, SINDACATI: NEL LAZIO È EMERGENZA PERSONALE, PRONTI A SCIOPERO

“Le questioni per noi importanti sono due. Uno, che i ministeri competenti facciano chiarezza. Una regione come il Lazio che sta in un blocco del turn over, non può avere come fabbisogno di organico 300 unità di personale. Due, la regione Lazio faccia chiarezza ed eserciti una governance nei confronti delle ASL, perché il dato che abbiamo presentato oggi, che sulle poche deroghe possibili per assumere 600 persone, non si sono potute nemmeno mettere in atto, e ne sono stati assunti soltanto 200 di operatori sanitari di tutti i livelli, significa che in questa regione si preferisce utilizzare personale in altre funzioni, modalità. Noi sappiamo che abbiamo in questa regione migliaia di lavoratori, oltre ad essere dipendenti a tempo determinato delle stesse ASL, che sono in outsourcing”. Così il Segretario Generale Cisl FP Lazio, Roberto Chierchia, durante la conferenza stampa di presentazione di uno studio sulle carenze di personale del sistema sanitario regionale e delle prossime iniziative di mobilitazione. La conferenza è stata organizzata presso la sede della Cisl Fp, di Via Ferruccio, da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Anaao Assomed, Fp Cgil Medici, Cisl Medici e Uil Medici di Roma e Lazio. L’iniziativa fa seguito alla lettera/appello unitariamente inviata alla Ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, e al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, per denunciare gli “standard inaccettabili per il calcolo del personale” previsti a livello ministeriale, che a detta delle sigle sindacali “metterebbero la parola fine al servizio sanitario pubblico nella regione”. “Il documento redatto dall’esecutivo – affermano – mette nero su bianco una prospettiva magra: non più di 300 assunzioni tra il 2016 e il 2018, contro le 3.500 del piano regionale che comunque, lungi dal compensare le perdite di questi anni, basterebbero appena a tenere in piedi i servizi”. Il 23 marzo si terranno gli “Stati Generali della sanità pubblica del Lazio”, un’assemblea pubblica degli operatori allargata ad associazioni e società civile, in cui verrà stabilita, eventualmente, la data dello sciopero e le modalità attraverso cui estendere il campo di una battaglia sociale. “Il 23 marzo – spiega Chierchia – sarà per noi il momento di decidere il da farsi”. “Qui c’è un problema di tipo etico da parte della politica. La politica non può continuare a fare slogan e poi blocca qualsiasi iniziativa che serva al cittadino per risolvere i propri problemi di salute”, ha detto Guido Coen di Anaao Assomed. “Il problema che si pone sul tavolo è quello del calcolo del fabbisogno. Questo calcolo, che sta al tavola della trattativa del ministero, pone in essere un problema, cioè effettivamente, è possibile che la quantità di personale, in essere, sia sufficiente, secondo loro, per poter soddisfare. Questo non è possibile perché non può essere fatto un calcolo meramente economistico e ragionieristico del fabbisogno. Il paziente è un entità diversa da un organo meccanico”, ha dichiarato Roberto Bonfiglio di Uil.