martedì 19 settembre 2017 15:20:34
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SANITÀ, SINDACATI: 17 FEBBRAIO MOBILITAZIONE OPERATORI PUBBLICO E PRIVATO

5 febbraio 2016 Sanità

“La sanità Lazio, sia pubblica che privata accreditata, attraversa una crisi senza precedenti. Fossimo in pronto soccorso sarebbe un'emergenza da codice rosso. Per questo, per sensibilizzare i cittadini e richiamare alle proprie responsabilità il Governo e la Regione Lazio, le lavoratrici e i lavoratori di tutto il settore si mobiliteranno il 17 febbraio, manifestando di fronte alla sede del Ministero della Salute di Piazza Castellani, Lungotevere Ripa, dalle 11:00 alle 13:00”. Così, in una nota congiunta, i Segretari Generali Fp Cgil Roma e Lazio, Natale Di Cola, Cisl Fp Lazio, Roberto Chierchia, Uil Fpl Roma e Lazio, Sandro Bernardini.
“Gli operatori sono impoveriti da anni di salari e contrattazione bloccati. Persino norme di buon senso – spiegano – come quella sull'orario di lavoro in sanità, che impongono limiti e riposi compensativi per garantire la salute di chi cura e di chi viene curato, hanno avuto effetti negativi: senza lo sblocco del turn-over non si può assumere personale a sufficienza per applicarle. E mentre il pubblico si ridimensiona, riduce i posti letto, taglia e non si struttura sul territorio con servizi di prossimità, la crisi del privato accreditato è un buco nero: alle emergenze note, Idi-San Carlo, Israelitico, San Raffaele e Fatebenefratelli, si aggiungono le troppe procedure di licenziamento collettivo in atto e la poca chiarezza sul futuro delle cliniche con 40 posti letto. La tegola finale è l'annuncio da parte delle associazioni datoriali Aris e Aiop dello stato di crisi delle residenze per anziani. In gioco ci si sono il 50% del salario di 4.600 lavoratori, 5.000 posti letto nelle residenze e 1.000 nelle riabilitazioni. Il 17 porteremo in piazza questa emergenza per responsabilizzare le istituzioni e informare i cittadini, per chiedere il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro e l'assunzione di nuovo personale, regole certe per il sistema impazzito degli accreditamenti. Non si può restare inermi mentre un pezzo di welfare viene distrutto”.