sabato 16 dicembre 2017 19:57:04
omniroma

SANITÀ, PRESENTATA LEGGE SU CAMERA CONCILIAZIONE REGIONALE

21 marzo 2016 Politica

La Regione Lazio, dopo tre anni di gestazione, ha emanato la legge n. 1 del 7/3/2016 che prevede l’istituzione della Camera di Conciliazione Regionale e la obbligatorietà da parte delle aziende regionali di inserire nella loro carta dei servizi la clausola della conciliazione per danni di importo non superiori a 50.000 euro. La legge è stata presentata oggi nella sede dell’ordine dei medici di Roma, alla presenza del presidente della Regione, Nicola Zingaretti.
La clausola di conciliazione prevede la possibilità per gli utenti di ricorrere a questa procedura attraverso una scelta libera e volontaria del cittadino e gli enti si obbligano a partecipare alla procedura e a pagare entro 30 giorni in caso di accordo. Possono essere nominati quali conciliatori avvocati, commercialisti notai e medici. I conciliatori sono segnalati dagli ordini professionali che fanno parte dell’Osservatorio sui Conflitti e sulla Conciliazione a Roma e nel Lazio. L’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri – in attesa che la legge venisse varata – ha formato un numero sufficiente di suoi iscritti (100 medici tra il 2014 e il 2015) che potessero svolgere il ruolo di mediatori nel caso di conciliazione in ambito sanitario. Secondo Roberto Lala, presidente dell’ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri, “l’aver scelto il nostro Ordine per presentare la nuova Camera di Conciliazione Regionale è da parte del presidente Zingaretti un atto a forte valenza simbolica e di grande attenzione verso il delicato rapporto che lega il cittadino-paziente al suo medico e alle strutture sanitarie pubbliche. Rapporto oggi messo frequentemente in crisi da un crescente contenzioso, spesso infondato ma comunque avviato sulla spinta degli interessi di alcuni studi legali e favorito da un’informazione mediatica, troppo improntata al sensazionalismo, che esaspera i pochi casi di presunta malasanità a fronte della quotidiana e ottima assistenza su cui può contare la popolazione in questo Paese e nella Regione”. “La possibilità di ricomporre eventuali controversie al di fuori dell’aula del tribunale – ha continuato Lala – è sicuramente un passo importante per abbassare il tasso di litigiosità e di pericoloso conflitto tra cittadini e istituzioni preposte alla salute della collettività. Un passo, quindi, anche verso una società più civile”. “Ovviamente – ha precisato Lala – non è la soluzione completa a tutti i problemi che perdurano nell’insieme della sanità pubblica, né a quelli legati al momento di cambiamento sociale e culturale che caratterizza il rapporto tra medico e paziente, ma è con iniziative concrete come quella presentata oggi che si può rasserenare l’orizzonte. Senza contare – ha concluso – che se ne potrà giovare tutta la pubblica amministrazione, tanto come risparmio di risorse quanto come recupero di credibilità e fiducia da parte dei cittadini”.