giovedì 21 settembre 2017 16:14:05
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ROMA METROPOLITANE, LAVORATORI IN AULA: GARANTIRE 170 POSTI A RISCHIO

4 novembre 2016 Cronaca, Lavoro/Sindacato, Politica

“Garantire i circa 170 posti di lavoro a rischio” e “ristabilire il giusto ordine delle cose” anche sul passato di Roma metropolitane. E’ quanto chiede Paola Propana, lavoratrice e Rsa di Uiltrasporti della partecipata comunale che si occupa della progettazione e realizzazione delle linee di metropolitana romane, presente insieme ad altri colleghi in Aula Giulio Cesare, dove è in corso la seduta straordinaria dell’Assemblea capitolina sul tema.
“Siamo entrati molto preoccupati e usciamo devastati da quello che abbiamo sentito. Eravamo preoccupati per quello che avevamo letto principalmente su Facebook sul profilo dell’assessore Meleo, e poi per quanto apparso su vari organi d’informazione – ha detto Propana – Non avevamo avuto modo di apprendere prima quali sarebbero state le determinazioni della giunta nei nostri confronti, né avevamo avuto avvisaglie che ci sarebbe caduto addosso questo tipo di valanga, che invece si sta delineando, sentendo quanto detto in consiglio e abbiamo potuto renderci conto che la situazione è molto grave”. E aggiunge: “A questo punto pare che la liquidazione sia stata sostanzialmente decisa, anche se non c’è alcun atto formale ancora. Ci sta a cuore innanzitutto la garanzia dei nostri posti di lavoro, circa 170, a rischio. Ma non solo questo, perché se le motivazioni del fatto che Roma metropolitane viene chiusa risiedono nel fatto che l’azienda non ha centrato i suoi obiettivi, come ha detto l’assessore, noi questo lo rifiutiamo completamente. Non ci preoccupiamo solo del futuro, ma anche di mantenere una dignità del passato, che venga ristabilito un giusto ordine delle cose rispetto a quanto è successo. Noi in questi 11 anni ci abbiamo lavorato sui procedimenti e dei risultati li abbiamo portati a casa, non è esattamente come ci hanno raccontato oggi”. “Abbiamo già chiesto un incontro con il sindaco Raggi e gli assessori interessati, finora non ci è stato mai concesso – conclude – Nel caso in cui di nuovo non venisse concesso, siamo intenzionati a produrre un nostro documento di controdeduzione delle cose sentite qui oggi, che a nostro parere non corrispondono alla verità dei fatti”.