venerdì 28 luglio 2017 19:00:36
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Rodotà, funerale alla Sapienza
Lungo applauso per salutarlo

26 giugno 2017 Cronaca, Omniparlamento

Nella vecchia aula tre della facoltà di Giurisprudenza dell’università La Sapienza, dove Stefano Rodotà ha insegnato a lungo, questa mattina è stato celebrato il suo funerale. Una cerimonia laica e accademica, nel senso che è avvenuta all’interno dell’università ed è stata officiata in toto da professori. Sono intervenuti: il presidente della facoltà Paolo Ridola, il magnifico rettore Eugenio Gaudio, il professore di diritto civile Guido Alpa e il professore di diritto costituzionale Gaetano Azzariti (questi ultimi due ebbero Rodotà come relatore quando si laurearono). Ad ascoltare in prima fila affianco ai parenti c’erano da sinistra a destra, diverse istituzioni: la presidente della Camera, Laura Boldrini, l’omologo al Senato, Piero Grasso, il vicepresidente di Montecitorio e leader grillino, Luigi Di Maio, il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, il capogruppo Pd al Senato, Luigi Zanda, il presidente della commissione esteri di palazzo Madama,Pierferdinando Casini, e il giudice costituzionale Giuliano Amato. Tra i tantissimi che hanno riempito l’aula (moltissimi gli ex studenti e i giovani fan del professor Rodotà) c’erano anche Sussanna Camusso e Maurizio Landini, il ministro Maurizio Martina, il segretario di sinistra italiana, Niccolò Fratoianni, Gianfranco Spadaccia, storico leader radicale e amico di Rodotà, i giornalisti e colleghi della figlia Maria Laura, Mario Calabresi e Massimo Giannini.
“Giurisprudenza si inchina al maestro dei diritto Stefano Rodotà che, come recita un suo titolo, ci ha insegnato il diritto di avere diritti” così ha aperto la cerimonia il presidente di Giurisprudenza de La Sapienza, Paolo Ridola.
Il professore Guido Alpa ha tracciato il profilo accademico di Stefano Rodotà: “Un grande privilegio e un grande dolore” ha detto prima di leggere il documento con cui fu chiesto per Rodotà l’emeritato. “Nei confronti del maestro del diritto si è preferito utilizzare l’insulto, che ha finito con l’offendere solo chi lo ha pronunciato” ha detto Gaetano Azzariti, ordinario di diritto costituzionale e in quel momento un lungo applauso lo ha interrotto. Il professore ha poi proseguito: “È incredibile l’opera preziosa di pedagogia giuridica che Rodotà ha fatto scrivendo sui giornali: sapeva parlare con tutti, parlando di tutto con competenza”.
Tra le tantissime corone funebri inviate dalle istituzioni c’è anche quella del garante della privacy, ruolo che Rodotà ha svolto per primo. Un lunghissimo applauso (più di venticinque minuti) ha accompagnato il feretro mentre percorreva i corridoi e poi la lunga scalinata dell’edificio di Giurisprudenza per venire poi posato dentro al carro funebre. Prima della partenza, dalle scale della facoltà, i partecipanti hanno intonato “Bella Ciao”, coro seguito da un altro infinito applauso. E poi appena il carro ha messo in moto la folla ha intonato lo slogan “Presidente, presidente, presidente”. Attaccate ai muri esterni della facoltà rimangono molti fogli di saluto al professore. Fra i tanti, si legge: “Grazie per aver difeso sempre i diritti di tutti” oppure “Il tuo esempio rimarrà in noi artefici della libertà” o ancora “Al prof che avremmo voluto presidente”.