venerdì 22 settembre 2017 22:43:48
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REGENI, PROCURA: UCCISO DA ‘PROFESSIONISTI’ TORTURA PER SUA ATTIVITÀ RICERCA

26 febbraio 2016 Omniparlamento

Sarebbero da escludere, secondo la procura di Roma, tutte quelle ipotesi circolate filtrate nelle ultime settimane dall'Egitto secondo cui Giulio Regeni sarebbe stato ucciso da criminali di strada o per una questione legata ai rapporti intrattenuti dal giovane nel quartiere del Cairo in cui viveva. Il movente dell'omicidio del ventottenne ricercatore friulano, come già emerso, sarebbe da ricercare nell'ambito della sua attività di studio in Egitto. In base agli elementi raccolti fino ad ora, è possibile affermare che Regeni facesse una vita piuttosto ritirata al Cairo, e che le sue conoscenze e frequentazioni fossero limitate all'ambiente universitario. Inoltre, dai primi esiti degli esami tossicologici sarebbe emerso che Regeni non faceva uso di droghe. Lo stato in cui è stato rinvenuto il corpo del ragazzo, stando a quanto si apprende, fa propendere chi indaga per l'ipotesi che ad ucciderlo siano state persone esperte in torture e crudeltà. Ricostruzione, quest'ultima, che escluderebbe la pista della criminalità di strada. Sul fronte degli accertamenti tecnici, la procura di capitolina è ancora in attesa delle password di alcuni profili social di Regeni da parte dei responsabili dei social network. Attraverso l'accesso a queste piattaforme, gli inquirenti potrebbero infatti acquisire i dati gps collegati al telefono mai ritrovato di Regeni. Intanto, per la prossima settimana è atteso in procura l'esito completo dell'autopsia effettuata dal professor Vittorio Fineschi.