lunedì 25 settembre 2017 20:35:49
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REFERENDUM, AL COLOSSEO BLITZ ATTIVISTI E STUDENTI PER IL ‘NO’

29 ottobre 2016 Omniparlamento

"Questa mattina circa 30 giovani attivisti e studenti hanno manifestato al Colosseo vestiti da antichi romani con lo striscione ‘Il potere nelle mani di pochi: un’idea vecchia di 2000 anni’. Una generazione stufa di essere strumentalizzata dalla falsa e distorta retorica renziana del cambiamento, rilanciano la mobilitazione per il NO al referendum costituzionale. Proprio per lanciare questo pezzo di mobilitazione popolare, dal basso, diffusa e radicale, gli attivisti hanno deciso di portare il loro NO nel simbolo del potere accentratore degli antichi romani, in quei Fori dove un manipolo di persone poteva decidere della vita e della morte di milioni di altre".
E’ quanto si legge in una nota degli organizzatori del blitz.
"Oggi – prosegue la nota – si svolgerà anche la ridicola passerella renziana in una presunta manifestazione nazionale a Piazza del Popolo per il SI. Se il premier ha il coraggio di dire che il NO riporta indietro l’Italia di trent’anni, i sostenitori del NO rilanciano dicendo che il sì la riporta indietro di duemila riconsegnandoci a quello stesso potere che proprio nel Foro Romano trovava la sua legittimazione. Oggi sono state organizzate oltre 100 iniziative su tutto il territorio nazionale. La data è stata individuata dai comitati per il NO durante l’ultima assemblea nazionale dei Comitati per il NO".
"Rendiamo questo 29 ottobre una data di attivazione popolare – rilanciano Studenti per il NO – costruendo feste di quartiere, concerti, cortei nelle periferie, volantinaggi porta a porta, assemblee popolari, per costruire insieme una risposta pratica che smonti la falsità del SI, in una data al servizio della campagna referendaria che riporti in strada i colori della nostra proposta politica non conservatrice e la risposta sociale di opposizione alle bugie del governo. Le cento piazze che animeranno l’Italia oggi pomeriggio sono la dimostrazione di questo: un potere, rappresentato dal premier segretario di partito, chiuso nella sua zona sicura, capace di organizzare il grande evento nella piazza centrale del paese, al quale si contrappone la diffusa partecipazione di centinaia di comitati locali, che chiede, dalle cento piazze di oggi il diritto all’istruzione, il diritto alla salute, il diritto al lavoro ed il diritto di potersi esprimere e di poter decidere per il proprio futuro".