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Salario accessorio, Raggi a P. Chigi
La soluzione proposta dal Comune

18 ottobre 2016 Omniparlamento, Politica

Incontro a Palazzo Chigi con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti per la delegazione composta dal sindaco di Roma Virginia Raggi, l’assessore al Bilancio Andrea Mazzillo, Stefano Fermante, ragioniere generale, Salvatore Romeo, capo della segreteria politica e Raffaele Marra capo dipartimento del personale, per discutere di salario accessorio, erogato in passato dal Comune di Roma e contestato dal Mef.

“È stato un incontro molto positivo, non sono state rilevate criticità sulla soluzione proposta dal Comune di Roma. Faremo ancora un altro passaggio presso gli organi competenti per quanto riguarda il salario accessorio”, ha detto il sindaco di Roma Virginia Raggi lasciando Palazzo Chigi .
Poi a chi chiedeva quale sia stata la soluzione proposta dal Campidoglio Raggi ha spiegato: “È quella di effettuare il pagamento utilizzando un meccanismo che ci viene concesso, visto che siamo riusciti a fare delle economie di gestione”.
E alla domanda se sarà garantito il salario accessorio ai dipendenti, il primo cittadino ha risposto: “Dobbiamo fare ancora un ulteriore passaggio ma fino adesso abbiamo avuto una buona interlocuzione e stiamo procedendo”.

“Abbiamo anche parlato del piano di riequilibrio. Sarà presto riattivato il tavolo interistituzionale: un clima di collaborazione”, ha aggiunto Raggi.

Utilizzare “le economie di gestione già realizzate” per recuperare le somme indebitamente erogate negli anni passati ai lavoratori capitolini con la contrattazione decentrata (circa 340 milioni) e per continuare a pagare il salario accessorio agli stessi dipendenti. È la soluzione, sulla quale Palazzo Chigi, secondo quanto riferito dal sindaco “non ha rilevato finora criticità”, presentata dalla delegazione comunale guidata da Raggi e dall’assessore Mazzillo nell’incontro di stamattina con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti. Prima che arrivi l’ok, a quanto si apprende, sono necessari ulteriori approfondimenti tecnici delle autorità competenti. La vicenda prende avvio all’epoca dell’amministrazione Marino, quando il Mef contestò l’indebita erogazione del salario accessorio negli anni precedenti. Somme che dovrebbero essere recuperate sottraendole al relativo fondo per una cifra corrispondente, ma che, secondo il Campidoglio, possono essere appunto “coperte” proprio con le economie di gestione realizzate con il piano di rientro al quale è sottoposta Roma capitale. A Palazzo Senatorio, infatti, si ritiene che la legge consentirebbe di continuare a erogare il salario accessorio qualora l’ente riesca a realizzare delle economie di gestione strutturali, come quelle appunto generate dal piano di rientro. 
Per definire i nuovi parametri attraverso i quali erogare d’ora in poi la parte accessoria dei salari dei dipendenti capitolini, servirà comunque una contrattazione con i sindacati. un primo incontro è previsto per il 21 ottobre.