martedì 19 settembre 2017 15:27:34
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Primarie, confronto tra i candidati
“Votare è fondamentale per Roma”

3 marzo 2016 Omniparlamento, Politica

Confronto al Nazareno tra i sei protagonisti delle primarie per scegliere il candidato sindaco di Roma  del centrosinistra. Primo a parlare Maurizio Ferraro, il padre di Chiara, la ragazza autistica di 24 anni che si cimenterà con il voto domenica. “Chiedo ai cittadini romani di andare a votare, è fondamentale, poi che sia Chiara o uno dei candidati qui presenti, per noi questa è una storia del centrosinistra, è la ripresa di una voglia democratica, di un orgoglio, la fine della paura di questa città.  Il risultato di Chiara, come ho già detto, è la possibilità di esserci”. Poi, con a disposizione un minuto e mezzo ciascuno, sono intervenuti gli altri candidati, “moderati” da il direttore dell’Unità Erasmo D’Angelis e la giornalista del Manifesto Daniela Preziosi.

“Io vorrei dedicarmi a risolvere le questioni semplici che incasinano la vita delle persone. Vorrei farlo con tutta la determinazione possibile”, ha detto Giachetti,
“il mio primo obiettivo è riuscire a dare in breve tempo una mezz’ora in più ai romani per fare quello che vogliono e magari non in attesa o sopra un’autobus – ha aggiunto – E fare in modo che interi quartieri possano fruire di spazi abbandonati, gettati nel degrado, frutto magari di promesse elettorali. Roma è spesso invivibile anche perché piena di cosa abbandonate o a metà che diventano degrado e problemi di sicurezza. Mi dedicherò alla cura ordinaria della città con un lavoro straordinario. Ci vuole un patto semplice tra la buona politica e i cittadini per ricostruire Roma. Io penso che ce la possiamo fare”.

Morassut nel suo intervento ha rivendicato il suo impegno per la città: “La mia biografia politica e la mia storia a Roma si può leggere. Ci sono documenti e ci sono i ricordi, tutta la mia storia politica è stata impegnata sulla città. Ho assunto la decisione di candidarmi senza sorridere ma con un impegno gravoso e anche rinunciando a una posizione comoda, come quella del parlamentare. Spero di poter fare questo percorso insieme a migliaia di persone, incontrando il cuore dei romani che sembrano tanto distratti e disincantati ma che trovano sempre il loro amore verso la città e questo è il momento di far venire fuori questa energia per cui mi metterò a disposizione”.

“Ho visto tanta ipocrisia in questa campagna elettorale – ha sottolineato invece Steafno Pedica – l’ipocrisia di chi vede i problemi oggi e si è dimenticato che già lo erano ieri. Basta con una città senza regole. Io voglio metterci la faccia. Roma ha bisogno di regole, non ha bisogno di quei 500 ruba galline che sono all’interno e sono stati denunciati dall’assessore Sabella”.

Giancarlo Mascia si è presentato insieme all’ormai immancabile orso: “A Roma serve una persona fuori controllo e mi sembra di aver dimostrato di esserlo in questa campagna elettorale. Sono fuori dal controllo degli apparati, fuori dal controllo di mafia capitale, fuori dal controllo di affittopoli. Io sono così e sarò sempre così”.

Infine Domenico Rossi, sottosegretario alla Difesa, candidato del Centro democratico: “Sono romano, nato a Rione Monti, sono visceralmente amante di questa città e non sopporto più il degrado che ha raggiunto. Ho passato 44 anni al servizio dello Stato e adesso voglio mettermi al servizio della mia città. Potevo continuare a fare il Sottosegretario alla Difesa – ha aggiunto – voglio invece essere sindaco per darvi onestà, trasparenza e capacità organizzativa. Credo che siano gli elementi fondamentali per poter cambiare questa città. Una città che va ripresa da cima a fondo, ma che soprattutto ha bisogno di mettere a sindaco una persona che possa acquisire la fiducia dei suoi cittadini”.

L’AFFAIRE VERDINI

Non sono mancati durante il confronto i riferimenti a Denis Verdini dopo le indiscrezioni circa la possibilità di un suo sostegno a Giachetti. Se quest’ultimo già al mattino era stato protagonista di un botta e risposta con Morassut via Twitter, a portare il caso al confronto sono stati Pedica e Mascia. “Verdini è un nome che non ci riguarda. La sua uscita fa male, siamo alla frutta”, ha detto Pedica. Mentre Mascia ha utilizzato un battuta con gioco di parole intorno alla sua provenienza politica ambientalista: “”Meglio Verdi che Verdini…”.

CACCIA A SEL

Convitato di pietra la sinistra di Si-Sel, fuori dalle primarie ma possibile prezioso alleato per i candidati, magari già dal voto di domenica. Sia Roberto MOrassut, sia Roberto Giachetti, hanno mostrato agli ex alleati in Campidoglio la propria disponibilità a riallacciare il filo del discorso. “C’è una parte dello schieramento che non può restare fuori da questa battaglia ed è quella di Sel-Si – ha detto Morassut -Una parte sollecitata in questi mesi a un dialogo più stretto, ma finora le condizioni non si sono verificate. Faccio un appello a Si: dopo il sei marzo ritroviamoci a un tavolo per discutere di uno schieramento largo”.

“Ho deciso di concorrere alle primarie prima di tutti e dal primo minuto ho tenuto un dialogo sempre aperto con Sel-Si dicendo che fosse importante partecipassero alle primarie, e un dialogo in questo senso anche con l’ex sindaco Marino – ha spiegato invece Giachetti – Ne ho rimediato insulti e derisioni, ma l’ho tenuto aperto fino alla fine. Che il ceto politico della sinistra abbia deciso di chiamarsi fuori dalle primarie non inciderà sul fatto che io se sarò candidato sindaco mi rivolgerò al popolo della sinistra per vincere e cambiare questa città”.

Ma da quale parte batta il cuore di Sel si è capito a stretto giro di posta con una dichiarazione del coordinatore romano Paolo Cento: “Caro Giachetti, magari parlassi al popolo di centrosinistra. In realtà mi pare che tu stia parlando, inconsapevolmente o meno, al popolo di Verdini”.