lunedì 21 agosto 2017 01:01:59
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PIAZZALE SPADOLINI, BAOBAB: POLIZIA SGOMBERA CAMPO INFORMALE

6 febbraio 2017 Cronaca

“Stamattina ennesima operazione di polizia a piazzale Spadolini. Nelle prime ore della mattinata sono arrivati, con blindato, pullman e un discreto dispiegamento di forze, a sgomberare il campo informale e a portare in questura 12 ragazzi infreddoliti dopo una notte nelle tende sotto la pioggia battente. Tutto secondo il solito copione: modi aggressivi, i migranti in fuga da guerre e dittature trattati come pericolosi clandestini, noi, volontari e attivisti, come facinorosi. A seguire l’AMA, che ha portato via quanto non siamo riusciti a salvare. Donazioni, effetti personali, pezzi di storia e di radici”. Così in un post sulla pagina Facebook Baobab Experience. “Questa continua ad essere l’unica strategia che sono capaci di attuare, a livello locale, nazionale ed europeo, indipendentemente dal colore politico – si legge nel post – Nascondere, spostare il problema. Tutto ha lo stesso sapore: la moltiplicazione dei CIE di Minniti, prigioni dove la violazione dei diritti umani è all’ordine del giorno, l’accordo con la Libia per il blocco navale, presentata come una strategia per fermare l’immigrazione clandestina e i trafficanti, ma che porterà di certo all’aumento delle morti in mare. I flussi non si fermeranno, chi si è visto costretto a lasciare la propria terra, la propria famiglia per affrontare un viaggio tanto incerto quanto pericoloso, non verrà di certo scoraggiato da quello che sarà percepito solo come uno dei tanti ostacoli da affrontare. A Roma la soluzione sono i continui sgomberi. Che mal si coniugano con le dichiarazioni dell’assessora Laura Baldassarre, intenzionata a parole ‘a valorizzare l’operato dei volontari di Baobab Experience’. Basterebbe mettere in atto un piano comune, coordinarci. I ragazzi stamattina erano felici di essere portati in questura, perché sono tutti in attesa di ‘regolarizzazione’. E le tende domani rispunteranno come funghi, questo fino a quando ci sarà anche solo un migrante senza un posto dove stare”.