giovedì 21 settembre 2017 12:37:55
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Pd Roma, congresso il 26 marzo
A breve commissione per regolamento

25 gennaio 2017 Omniparlamento, Politica

“D’intesa con la Segreteria Nazionale ho deciso di convocare il congresso romano per il 26 marzo. Nei prossimi giorni provvederò a nominare secondo le nostre regole la commissione per il congresso che redigerà il regolamento e governerà l’intero percorso. Prima dell’avvio della fase finale del congresso presenterò il consuntivo del commissariamento: un documento che conterrà valutazioni e carte sul lavoro di questi anni, su quello che ho trovato (dalla situazione economica a quella organizzativa) e su quello che abbiamo fatto. Credo sia giusto infatti che la discussione congressuale possa tenere conto nella massima trasparenza di quanto emerso”. È quando scrive, riferisce una nota, Matteo Orfini, commissario del Pd Roma, in una lettera inviata ai segretari di circolo dem romani e e ai commissari municipali.

“Il congresso si svolgerà sulla base del tesseramento 2016 che – come sapete – resterà aperto a Roma come nel resto d’Italia fino al 28 febbraio. Il costo della quota tessera è e resta di 30 euro. Alcuni si sono lamentati di questa decisione. Mi stupisce. È la stessa cifra dell’anno scorso e il fatto che solo in un anno congressuale qualcuno scopra che è eccessiva onestamente non fa pensare bene. In ogni caso è un costo che non può essere ridotto perché altrimenti sarebbe impossibile affrontare il piano di rientro dal debito”, ha spiegato.
“Il debito imputato alle nostre strutture territoriali – aggiunge – è superiore ai 600 mila euro. Prima del commissariamento la capacità di recupero dei contributi degli eletti era assolutamente residuale. Le modalità di rapporto con i ‘padroni di casa’, per lo più Ater e Comune, incredibilmente confusa e formalmente assai discutibile. Non devo spiegare a voi quanto in questi anni ciò abbia danneggiato la credibilità del Pd, né ricordarvi le tante campagne che su questi temi abbiamo subito dai nostri avversari. La riorganizzazione su base municipale ha consentito di riportare la contribuzione degli eletti a pieno regime e di approntare un piano di rientro complessivo che consentirà – se si vorrà continuare su questa strada- di salvare la gran parte delle nostre strutture territoriali. Anzi, in alcuni casi addirittura di aprirne di nuove”. “Mi si chiede quali saranno le modalità di gestione delle nostre sedi territoriali. Non lo deciderò io, ma lo farete voi tutti alla fine del commissariamento. Qualcuno ha lamentato la presunta paralisi dell’attività sui territori. Potrei rispondere con l’elenco delle tantissime iniziative svolte in questi due anni, ma non voglio eludere un tema. E’ vero, alcune sezioni hanno fatto poco, forse meno di prima. Ma sia chiaro, è stata una precisa scelta politica di quelle sezioni perché dal primo giorno del commissariamento ho spiegato che alla tempesta che si era abbattuta su di noi avremmo dovuto reagire dimostrando di saper cambiare e moltiplicando le iniziative in ogni angolo della città. Un gruppo dirigente – di federazione, di circolo, di sezione – si misura su questo. Se sceglie di non agire per poi denunciare la non azione ascrivendone la responsabilità ad altri, lo fa per una precisa quanto a me incomprensibile scelta politica”, ha aggiunto. “Alcuni mi hanno chiesto approfondimenti sulla drammatica situazione debitoria del partito romano. Ovviamente carte e numeri sono a disposizione di chiunque le voglia visionare; in ogni caso saranno allegate al consuntivo di cui vi parlavo all’inizio di questa mail. Una situazione gravissima e ingiustificabile, che basta a raccontare come questo partito (non) è stato gestito negli anni passati. In questo come in altri casi, non spetta al commissario individuare le responsabilità della mala gestione. Quello che posso e devo fare – e che infatti molti di voi mi sollecitano a fare – è informare puntualmente la comunità degli iscritti”, ha scritto ancora Orfini.