domenica 20 agosto 2017 03:55:13
omniroma

Palazzo Venezia, beffa nel giardino
Griffate “Benito” le nuove panchine

15 giugno 2016 Cronaca

A volte ritornano. Vuoi per una semplice casualità o forse più per uno scherzo del destino, ma sulle panchine che da oggi decorano il “ritrovato” giardino di palazzo Venezia campeggia un nome che certamente non passera’ inosservato, “Benito”, proprio come il Duce che arringava le folle dal famoso balcone che si affaccia sulla piazza. Quasi impossibile non notare il marchio che richiama al nome del Duce che proprio qui, alla fine degli anni ’20 decise di stabilire il suo quartier generale. Eppure la giornata era iniziata con le ‘rassicurazioni’ del ministro della Cultura, Dario Franceschini, giunto per inaugurare il nuovo look del cortile e la rassegna di musica e spettacolo in cartellone dal 20 giugno, che aveva detto: “Ormai si può guardare a questo palazzo con il necessario distacco. Dopo 70 anni si dovrebbero essere perduti i pesi storici che hanno impedito la valorizzazione di palazzo Venezia, che esisteva prima del ventennio”.

Non una svista ma nemmeno una scelta voluta, più che altro “uno scherzo del destino”, quello che ha portato un fornitore spagnolo, “Benito” ad esportare le sue panchine di legno proprio nel cuore di quello che fu il quartier generale del fascismo, palazzo Venezia. Parola della direttrice del museo nazionale del Palazzo Venezia, Sonia Martone. “L’abbiamo notato successivamente” ha spiegato la direttrice a margine della presentazione della rassegna di arte, musica e spettacolo ‘Il Giardino ritrovato’ proprio nel cortile del palazzo. E ancora: “All’inizio – ha detto Martone – ho pensato ‘lo tolgo’ poi mi e’ sembrato uno scherzo del destino. Tra l’altro e’ una società spagnola. Nemmeno loro si sono resi conto che venivano a Palazzo Venezia. Penso che sia un po’ come voler vivere diversamente questa aura che era nel palazzo”. Se saranno rimossi? “Assolutamente no, – ha spiegato la direttrice – cosi’ come ci sono i fasci littori sui pavimenti del palazzo, mi sembra assurdo toglierli”.