lunedì 20 novembre 2017 22:23:51
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Zingaretti e Madia presentano ‘Laziosemplice’
Migliorare i servizi e abbattere la buricrazia

14 luglio 2016 Omniparlamento, Politica

Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e il ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, hanno presentato questa mattina, nella sede della regione Lazio, il pacchetto di iniziative per la riduzione della burocrazia ‘Laziosemplice’.
Si tratta di tre nuovi strumenti in armonia con la riforma della Pa introdotta dal Governo per migliorare i servizi, abbattere la burocrazia e rendere ogni giorno la Regione Lazio più efficace, più trasparente e più competitiva: la nuova conferenza dei servizi, la semplificazione dell’autorizzazione sismica e l’istituzione della centrale unica per l’acquisizione di lavori sono i tre punti al centro di questo pacchetto.
Per quanto riguarda la conferenza dei servizi, la Regione Lazio recepisce con delibera di Giunta le nuove norme statali contenute nel decreto delegato sulla conferenza di servizi, approvato in sede di esame definitivo dal Consiglio dei Ministri del 15 giugno 2016, in attuazione dell’articolo 2 della legge 7 agosto 2015, n. 124. La nuova conferenza di servizio rende la procedura più semplice e abbatte di gran lunga i tempi per cittadini e imprese. Ecco alcune novità introdotte: l’invio di documenti per via telematica (non più riunioni fisiche tra i soggetti coinvolti o solo in casi strettamente necessari) e riduzione del numero di soggetti coinvolti (prima si potevano superare anche i 10 soggetti istituzionali coinvolti, da oggi saranno solo 3 i rappresentanti della PA coinvolti, uno per ciascun livello amministrativo). Tra le novità introdotte dalla delibera che modifica il regolamento regionale di organizzazione c’è anche la figura del rappresentante unico regionale, che rappresenterà tutti gli enti del livello regionale eventualmente invitati alle conferenze di servizi simultanee (Direzioni regionali, Enti Parco, ARPA, ASL, ecc.) e la conferenza di servizi interna, che avrà il duplice compito di individuare, caso per caso, il rappresentante unico regionale e raccogliere tutti gli atti di assenso richiesti ai vari enti (ad es. parere paesaggistico, nulla osta idrogeologico, parere igienico-sanitario, ecc.), al fine di farli confluire in unico parere regionale. Sull’autorizzazione sismica, la riforma introduce un elemento di innovazione grazie all’adozione del nuovo applicativo OPENGENIO per la gestione delle pratiche, con una considerevole riduzione dei tempi di attesa per l’ottenimento dell’autorizzazione sismica. Il nuovo sistema consente l’integrazione con il sistema pubblico di identità digitale (SPID) che permetterà la completa dematerializzazione di tutta la complessa procedura e la possibilità di effettuare i pagamenti in forma elettronica.
Tra le altre novità della riforma ci sono anche: la liberalizzazione delle opere minori. Per moltissime opere, nel pieno rispetto dei criteri di sicurezza, è stato tolto l’obbligo dell’autorizzazione sismica. Per esempio per l’installazione di pannelli solari e fotovoltaici sotto un certo peso, non ci sarà più l’obbligo dell’autorizzazione; maggiore responsabilità per i progettisti per le opere ordinarie (costruzioni di media entità, edifici fino a due piani) che con l’asseverazione si assumono la responsabilità del rispetto delle norme antisismiche; più controlli sulle opere strategiche (ospedali, scuole etc) con un aumento degli standard di sicurezza per ospedali, scuole, centri della protezione civile. Prima i controlli in questi casi venivano fatti solo in fase di approvazione del progetto, ora verranno fatti anche in corso d’esecuzione e alla fine dei lavori; infine per progetti di opere ordinarie sono stati ridotti i tempi di attesa: si passa dagli attuali 40 a 7 giorni, mentre per i progetti di opere fino a due piani i tempi di attesa passano da 40 a 5 giorni. Con il nuovo regolamento il numero degli interventi che possono seguire questa procedura semplificata aumenta dell’80%.
La Centrale unica di Committenza, infine, viene introdotta dalla Regione Lazio in attuazione delle norme introdotte dal Governo su aggregazione e centralizzazione delle committenze con D. Lgs. 18 aprile 2016 n° 50. Questo organismo si occuperà di appalti di lavori centralizzati per importi a base d’asta, di norma, superiori a 150mila euro. Per appalti di importo inferiore a 150mila euro dovranno essere seguite comunque procedure standardizzate e adottati gli schemi tipo predisposti, con una notevole riduzione dei tempi decisionali e dei possibili contenziosi. Potranno avvalersi della centrale unica di committenza anche gli enti dipendenti dalla Regione, le società a totale partecipazione regionale, gli enti locali e le loro forme associative che ne faranno richiesta.