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Ostia Antica, restaurati 187 locali
Torna a splendere il Decumano

2 novembre 2017 Cronaca, Cultura, Omniparlamento

Monumenti, magazzini, locali commerciali. E ancora portici tabernae e Domus. Da oggi, dopo quattro anni di lavoro silenziosi, l’esperienza di una visita agli scavi archeologici di Ostia Antica si arricchisce di un importante pezzo di storia di vita quotidiana grazie ai lavori di restauro sul Decumano che hanno consentito il ritorno all’antico splendore di ben 187 ambienti, posti sul lato sinistro della via che attraversava l’intera Ostia da Porta Romana e che rappresentava “il cuore pulsante della città ed il biglietto di ingresso, il biglietto da visita, di Roma”. Lungo i 670 metri lineari interessati dal restauro si aprono il cosiddetto Monumento Repubblicano, Il Tempio Collegiale e la sede degli Augustali. Più in là ecco comparire il Caseggiato del Sole, splendido esempio di edilizia residenziale è commerciale, ed il Mitreo dei Serpenti, con gli imponenti affreschi protetti da una nuova copertura. Non meno affascinanti i 31 ambienti nei quali si articolavano le Terme dell’Invidioso con i suoi ampi mosaici con figure marine.
Grazie agli 1.8 milioni di euro stanziati per il restauro è stato possibile intervenire partendo dal diserbo degli ambienti, in molto casi invasi dalla vegetazione. Successivamente “si è provveduto al lavaggio con acqua ed alla spazzolatura a mano di tutte le superfici per eliminare i depositi superficiali e la patina biologica. Infine – spiegano Morelli e Paola Germoni, archeologhe e responsabili dei lotti di cantiere – è stata rinnovata la malta dove risultava erosa, sono state reintegrate le lacune con materiali originali o realizzati con le stesse metodologie seguire nel II secolo”. “Abbiamo una normativa di vantaggio fiscale che è l’art bonus. Penso che come avvenuto per altri monumenti in Italia, come il Colosseo o l’Arena di Verona, se un grande azienda decide di legare il suo nome a Ostia Antica fa bene a se stessa ed al Paese”. Questo l’appello lanciato dal Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini a margine della presentazione dei lavori di restauro sul Decumano di Ostia Antica.   “Abbiamo destinato ad Ostia 4 milioni ma non basta. Noi siamo partiti con un carenza di credibilità dell’Ue sul progetto per Pompei ma abbiamo rispettato i tempi e cambiato il volto al sito. Sia l’Unesco che lo stesso Commissario Ue dopo aver visitato Pompei hanno sottolineato che quel modello per l’utilizzo dei fondi dovrebbe essere seguito anche da altri Paesi. Io penso, e ci voglio lavorare con velocità, che sulla base di questa credibilità dovremmo proporre un progetto analogo a quello di Pompei, come modello, non come fondi, che riguardi Ostia Antica”. Lo ha affermato il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini a margine della presentazione dei lavori di restauro sul Decumano di Ostia Antica. Per il sito “non si tratta di un intervento su singoli lotti ma di avere un progetto che va avanti nel tempo e che sia fatto anche di manutenzione programmata e costante”.