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OMICIDIO ONOFRI, TROVATA PISTOLA IN CASA PADRE RAGAZZO CONDANNATO

15 febbraio 2017 Cronaca

Una pistola trovata durante una perquisizione potrebbe essere l’arma usata per l’omicidio di Stefano Onofri, avvenuto nel dicembre 2009 a Castel Madama. L’arma, una calibro 22 priva di matricola, è stata trovata durante una perquisizione disposta dall’autorità giudiziaria di Tivoli e svolta dai carabinieri, nell’ambito di un procedimento per droga a casa del 54enne Maurizio Iori. Un cognome, questo, non nuovo ai militari. L’uomo, infatti, è il padre di Nicolas, uno dei tre giovani già processati per l’omicidio appunto di Stefano Onofri. L’arma di quel delitto e’ stata a lungo cercata, anche con i nuclei subacquei nel lago, ma mai trovata. Secondo la ricostruzione degli inquirenti il 26enne Onofri fu ucciso dal rivale in amore nelle campagne di Castel Madama. Onofri era stato trasportato in condizioni gravissime al policlinico Umberto I a seguito di una violenta aggressione subita prima con una mazza da baseball e poi con una revolverata alla testa. Nicolas Iori, allora 18enne e i due complici coetanei erano stati fermati dai carabinieri subito. Alla base della tragedia vi sarebbe la disputa per una ragazza. I due si erano dati appuntamento domenica nelle campagne tra Tivoli e Castel Madama. Hanno iniziato a litigare fino a quando il diciottenne, dopo aver colpito Onofri con una mazza da baseball, gli ha sparato alla testa. Successivamente, con la complicità di due coetanei, ha nascosto nei pressi di un cascinale il corpo ancora in vita del giovane. L’aggressore, dopo aver girovagato per tutta la notte, è tornato a casa e si è confidato con il padre. L’uomo ha chiamato immediatamente i carabinieri della Compagnia di Tivoli che hanno soccorso il 26enne trasportandolo al Policlinico Umberto I di Roma, dove è stato ricoverato in gravi condizioni nel reparto rianimazione. Ricovero purtroppo inutile.
A casa di Maurizio Iori i militari hanno trovato anche un modesto quantitativo droga e numerosi proiettili. La pistola era nascosta all’interno di un vano ricavato nella canna del camino. L’arma sara’ ora esaminata dagli esperti del Ris che dovranno anche capirne la provenienza visto che e’ priva di matricola. L’uomo è stato arrestato. L’arma del delitto secondo quanto ricostruito sarebbe una 6.32 ma chi indaga non esclude nessuna ipotesi.