lunedì 25 settembre 2017 01:08:58
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Alatri, in migliaia per saluto a Emanuele
Madre: Morto per cattiveria dell’uomo

1 aprile 2017 Cronaca

Migliaia di persone hanno partecipato, oggi, ai funerali di Emanuele Morganti, il giovane 20enne di Alatri, morto a causa delle ferite riportate durante un pestaggio fuori dal locale Mirò la sera tra venerdì e sabato. Tutta la comunità cittadina, ma anche persone venute dai comuni limitrofi, ha voluto rendere un ultimo saluto al ragazzo. Striscioni , palloncini bianchi e magliette con stampato il viso di Emanuele e un cuore hanno fatto da cornice alla funzione, presieduta dal vescovo di Anagni-Alatri Lorenzo Loppa. Accanto al feretro bianco, portato in chiesa a spalla dagli amici, la famiglia del giovane.“La morte è sempre brutta ma quando è causata dalla violenza è insopportabile. Ci stringiamo intorno alla comunità – ha detto il vescovo Loppa durante l’omelia – Non ci sino parole per il dolore, ce ne è una sola, la parola di Dio. Quante domande ci siamo fatti in questi giorni. Signore dove eri quando Emanuele veniva martoriato?  Lui ci risponde che era nel suo corpo per essere martoriato una seconda volta”. Ed ancora. “”Una brutta parola detta ad un amico o un fratello, negli anni semina il seme dell’omicidio. Dal risentimento, allo spirito di vendetta che circola in questi giorni, alla responsabilità alla gratuita. La non violenza si impara in famiglia. È lì che si impara a non essere analfabeti del cuore. Anche il vescovo ha colpe se giovani vanno avanti cosi. Tutti abbiamo colpe”. Poi le parole rotte dal dolore della mamma di Emanuele, Lucia. “A nome suo voglio farvi un applauso. Sono Lucia, la mamma di Emanuele. Grazie a voi che siete dentro la chiesa che fuori. Questo vuole essere il suo grazie e il mio, di Melissa, Francesco e Giuseppe. Vi ringraziamo per ogni lacrima, preghiera per ogni conforto, vi chiedo di ricordarlo anche dopo. Salvare i nostri ragazzi, come ha detto il vescovo, spero che pregando Dio si riesca a farlo. Vi ringrazio perchè le mie sole lacrime non sarebbero bastate. Vi chiedo di continuare a pensare a lui. Dio non lo ha chiamato perchè cattivo, lo ha ricevuto dalla cattiveria dell’uomo. A noi mancherà l’angioletto? No, non era un angioletto era un caciarone pieno di vita”, ha detto.  Al termine dei funerali due colombe e alcune decine di palloncini bianchi sono stati liberati all’uscita del feretro dalla chiesa. In un clima di commozione generale, le circa tremila persone hanno più volte applaudito il passaggio della bara. Giovani e anziani, parenti e amici, si sono abbracciati in lacrime ricordando Emanuele mentre decine di palloncini sono stati liberati in cielo.