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NOMADI, CAMPIDOGLIO: “TERMINATO CENSIMENTO, A ROMA SONO 4.500”

14 marzo 2017 Cronaca

Si è concluso il censimento dei campi realizzato dalla Polizia locale, da cui emerge che ad oggi nei nove villaggi attrezzati, la popolazione Rom è pari a 4.500 persone. Finalmente un dato certo su cui basare l’attività di programmazione”. Così, in una nota, l’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale di Roma Capitale Laura Baldassare. “Stiamo seguendo il percorso delineato dalla Delibera di Giunta di dicembre: la bozza di piano elaborata dal Tavolo è stata sottoposta alle associazioni, agli esperti, il tutto rispettando i tempi previsti – spiega – Nel frattempo abbiamo fornito le direttive per il bando che riguarda i campi de La Barbuta e della Monachina, impegnando le risorse di fonte europea del PON Metro per l’attuazione di una delle priorità del programma della Giunta Raggi: il superamento dei campi. Un’ulteriore azione che ha prodotto una precisa inversione di tendenza rispetto al passato è stato l’intervento sui bandi già pubblicati nella fase commissariale: sono stati recuperati fondi ulteriori che potranno ora essere messi a disposizione del Piano, senza sottrarre risorse ad altre finalità ma utilizzando quanto già stanziato per queste popolazioni”. “È stato impossibile revocare il bando per il reperimento di un’area attrezzata nel territorio del Municipio XV o Municipi limitrofi per l’accoglienza e il soggiorno di 500 persone (120 nuclei familiari), in quanto avrebbe comportato l’improvvisa privazione di abitazione per le persone in condizioni di fragilità e di forme di protezione sociale. Si precisa che non si tratta di un ulteriore insediamento”, prosegue Baldassarre.
“L’Anac, qualche ora fa, ha dato notizia di una sua relazione che fotografa una gestione critica e anomala del servizio di scolarizzazione (settembre 2005-agosto 2015) che era dedicato ai bambini che vivono nei campi. Negli anni un fiume di denaro è stato utilizzato per interventi quantomeno inefficaci sulle popolazioni alle quali era destinato, con procedure opache, senza una cultura del monitoraggio e della valutazione. Un vero spreco di risorse pubbliche sulla pelle di una popolazione già pesantemente marginalizzata. Non sorprende la reazione di alcune associazioni incredule che un’amministrazione locale stia cambiando passo”, conclude l’Assessora.