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MUNICIPIO XIV, ANAC: ATTI A PROCURA SU ASSESSORE LAVORI PUBBLICI E CONSIGLIERE

28 dicembre 2016 Cronaca, Politica

Archiviazione del fascicolo non sussistendo ipotesi di inconferibilità o di incompatibilità, ma invio degli atti per valutare l’esistenza di un conflitto di interessi e per quanto di competenza a Procura e Prefetto di Roma, ai consigli di disciplina degli ordini professionali. È quanto deciso dall’Anac in merito alle posizioni di Michele Menna, architetto che ricopre la posizione di assessore ai Lavori pubblici del Municipio XIV e di Fabrizio Salamone, geometra consigliere dello stesso Municipio in cui riveste anche il ruolo di Presidente della Commissione Lavori Pubblici. L’Anticorruzione era stata attivata dal presidente della commissione trasparenza dello stesso Municipio Julian Colabello in ordine all’applicabilità nei confronti dei due politici esponenti M5S del comma 3 dell’articolo 78 del Tuel secondo il quale “i componenti di giunta comunale competenti in materia urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall’esercitare attività professionali in materia di edilizia privata e pubblica sul territorio da essi amministrato”. L’autorità guidata da Raffaele Cantone ha quindi attivato l’istruttoria chiedono verifiche anche al responsabile della prevenzione della corruzione di Roma Capitale. Secondo l’Anticorruzione l’articolo 78 coma 3 del Tuel relativo all’operatività dell’obbligo di astensione si applica anche ai “componenti degli organi di decentramento” quindi ai Municipi. Esaminando poi nella pratica la questione l’Anac rileva come “la mancata sottoscrizione o partecipazione diretta dell’assessore alla pratica edilizia presentata presso l’ufficio tecnico, poiché curata dagli altri associati allo studio, non solleva il medesimo da quella personale responsabilità politica e deontologica cui deve essere sempre improntato il proprio comportamento”. Pertanto l’Anticorruzione “ritiene che il divieto si estenda a tutte le attività/pratiche in carico allo studio di progettazione poiché il rischio che la norma mira a prevenire, dell’indebita influenza sulla volontà del personale amministrativo esercitata dal professionista, deve ritenersi sussistente, quantomeno nella forma potenziale, in riferimento a tutte le pratiche riconducibili allo studio di cui l’assessore è socio amministratore e non solo a quelle facenti capo direttamente al medesimo. Peraltro, il divieto opera a prescindere dai soggetti per conto dei quali viene esercitata l’attività suddetta”. Quanto considerato, rileva l’Anac, “può osservarsi anche con riferimento al presidente della commissione lavori pubblici”.