lunedì 11 dicembre 2017 01:19:16
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Memoria, Mattarella in visita al ghetto ebraico
per il 73° anniversario del rastrellamento

16 ottobre 2016 Cronaca, Omniparlamento, Politica

Inaugurata la mostra “16 ottobre 1943 – La razzia degli Ebrei di Roma”

Nel giorno del 73esimo anniversario della Razzia del Ghetto e della deportazione dei cittadini romani di religione ebraica, le massime cariche istituzionali, a cominciare dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, hanno testimoniato la propria vicinanza alla comunità ebraica che questa mattina si è ritrovata a Roma per l’inaugurazione della mostra ’16 ottobre 1943 – La razzia degli Ebrei di Roma’, nella Casina dei Vallati, al ghetto. I primi a visitare l’esposizione, composta da documenti unici provenienti in gran parte dai discendenti dei cittadini deportati, sono stati questa mattina il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ed il vicepresidente della Camera. In compagnia di Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica romana, a fare gli onori di casa c’era anche Lello Di Segni, l’ultimo in vita dei sopravvissuti alla deportazione di circa mille persone ad opera dei nazisti. “Questa mostra rende la dignità a persone che sono state usate come strumenti, numeri e dei quali è stata annullata la personalità e l’umanità. Vogliamo ricostruire, con i volti e le storie, quella che è stata una delle più grandi tragedie di questa città e dell’Italia intera”. Anche per questo il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiesto espressamente di poter visitare l’esposizione, questo pomeriggio, dopo aver deposto un corona di alloro. “La presenza del Presidente Matterella -ha sottolineato la presidente Dureghello – ha una grande importanza” perché è fondamentale “testimoniare in questo luogo simbolo la necessità di una memoria che deve perpetrarsi anche attraverso la deposizione della corona e la visita privata che il Presidente farà”. Per il governatore Zingaretti “non dobbiamo dimenticare, per le vittime ma anche per ricordare che il mostro del razzismo è ancora vivo”. “Questo – ha sottolineato il vicepresidente Di Maio – è uno degli eventi che ci racconta a che punto può arrivare la malvagità umana. Senza memoria non riusciremo a costruire un futuro tutti quanti insieme. Questa iniziativa – ha concluso – ci ricorda quella che può essere la pericolosità nella storia di una società non unita e di una comunità internazionale che non osserva e non lavora per la pace”.