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Marra: “Mi chiese Raggi di tornare”
“Io non volevo ma mi supplicarono”

9 marzo 2017 Politica

A causa del pericolo di reiterazione del reato, Raffaele Marra non può essere scarcerato. Lo ha stabilito il gip Maria Paola Tomaselli, respingendo l’istanza di scarcerazione avanzata dai legali dell’ex capo del Personale capitolino, accusato di corruzione con l’imprenditore Sergio Scarpellini.

“Sono rientrato al comune di Roma su forte impulso del sindaco Raggi, perché io ero in aspettativa per il dottorato di ricerca e quindi mi trovavo in aspettativa”. E’ quanto affermato dall’ex capo del personale del Campidoglio, Raffaele Marra, nel corso del suo interrogatorio davanti al gip, lo scorso 20 dicembre.
“Negli ultimi mesi della campagna elettorale – prosegue Marra – siccome io conoscevo il funzionario Salvatore Romeo, mi avevano chiesto di dargli un supporto relativamente alle attività che avrebbero dovuto svolgere e mi chiesero la disponibilità a rientrare dall’aspettativa per dargli una mano. E io pur avendo in qualche modo dato una mano in quei giorni avevo più volte manifestato la mia indisponibilità a rientrare proprio perché avevo anticipato che ci sarebbero stati degli attacchi assolutamente strumentali nei miei confronti. La stessa cosa era successa inizialmente nel 2010 e poi nel 2013 con il sindaco, quando c’era stato il sindaco Marino. Io sono entrato nell’amministrazione sollecitato, pregato, supplicato di rientrare dall’aspettativa perché di questo si è trattato. Io – aggiunge Marra – non volevo rientrare e potete sentire il sindaco e vicesindaco se è vero quello che sto dicendo”.