domenica 17 dicembre 2017 12:39:43
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Marino, Procura impugna assoluzione
“Carta usata per incontri personali”

30 gennaio 2017 Cronaca, Omniparlamento, Politica

La procura di Roma ha impugnato la sentenza con la quale il Gup, lo scorso mese di ottobre, ha assolto l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino, accusato di peculato, truffa e falso nell’ambito di due diversi inchieste riguardanti alcune cene pagate con la carta di credito del comune e la onlus Imagine.
Nel documento i magistrati di piazzale Clodio, sostengono che “26 volte sul totale delle 56 contestate, la cena si è svolta in una giornata festiva o prefestiva e tale circostanza induce a concludere che si trattasse di incontri svoltisi negli spazi di tempo lasciati liberi impegni istituzionali”. Inoltre, sottolineano i pm, “risulta illogico affermare che un evento apparentemente di rappresentanza possa essere considerato ‘pubblico’ sulla base di valutazioni soggettive e non verificabili rimesse all’arbitrio del pubblico ufficiale che la eroga in ordine ad oggetto, tempo, modalità, beneficiari, pubblicità”. Per quanto riguarda il procedimento sulla Onlus -che tratta della certificazione di compensi riferiti a prestazioni fornite da collaboratori fittizi, con danno patrimoniale per l’Inps- la procura sottolinea come Marino, già presidente della organizzazione, fosse a conoscenza della truffa che si andava profilando. “Il dato oggettivo della ‘insolta’ sottoscrizione di tali contratti da parte del Presidente -scrivono i pm- rappresenta un indizio che sostiene il predetto elemento, materiale e diretto, e che depone per l’effettiva consapevolezza, da parte dell’imputato, della artificiosità e falsità dell’operazione realizzata”. “In assenza di qualsivoglia giustificazione in grado di sorreggere l’opportunità di una deviazione dalla prassi solitamente adottata -sottolinea ancora la procura- resta come unica spiegazione verosimile quella secondo cui il Marino ha apposto la propria firma sui contratti falsi, perché, essendo informato dell’operazione che si stava programmando, si è fatto carico di ‘avallare’ la condotta della direttrice”.