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MAFIE, EMERSA A ROMA “JOINT-VENTURE” ‘NDRANGHETA-CAMORRA-CASAMONICA

11 maggio 2016 Cronaca

L’indagine patrimoniale che ha portato al sequestro "all’ombra del cupolone" di patrimoni riconducibili alla criminalità organizzata – hanno sottolineato gli inquirenti della polizia di Stato, ha permesso di ricostruire la storia criminale, i molteplici legami e gli affari illeciti delle persone interessate dal provvedimento, facendo emergere quello che può essere considerato un nuovo gruppo criminale trasversale, comprendente esponenti della ’ndrangheta, della camorra e della famiglia sinti dei Casamonica, che si sono accorati formando di fatto una società d’interessi illeciti, finalizzata a riciclare nella città di Roma i rispettivi profitti.
Tutti i soggetti coinvolti, considerati dagli inquirenti dall’elevato spessore criminale, erano emersi in più riprese in alcune attività investigative svolte da diversi organi inquirenti (Procura della Repubblica di Palmi, Procura DDA di Reggio Calabria, DDA di Milano e DDA di Roma) a partire dagli anni 90 e fino al 2014, per delitti di particolare gravità, commessi anche in forma associativa, come traffico e spaccio di cocaina proveniente dalla Calabria e destinata al mercato romano.
Se le indagini ed i conseguenti provvedimenti restrittivi hanno riguardato i soggetti interessati in maniera disgiunta e in tempi diversi, secondo gli investigatori il quadro che è emerso è quello di una vera e propria joint-venture criminale, eletta a sistematica fonte di profitto, attorno alla quale ruotano oltre al traffico di stupefacenti altre attività illecite come usura, estorsioni, riciclaggio, falso ecc..
Nel provvedimento il Giudice ha sottolineato la sussistenza “di concreti ed obiettivi elementi, fondati su circostanze di fatto, per affermare la pericolosità sociale ‘qualificata’" delle persone coinvolte "poiché gli stessi- anche quando non siano direttamente appartenenti ad associazioni di stampo ‘ndranghetista – sono tuttavia pronti ad agevolare tali associazioni ed inoltre attuano altresì attività di riciclaggio…. Ne emerge un complesso sistema criminale che coinvolge…tutte le società agli stessi riconducibili, le quali fungono da ‘contenitori’ per la gestione di capitali provenienti da attività delittuose le cui prerogative sono anche quelle di costituire uno schermo atto a neutralizzare eventuali azioni giudiziarie ablative, di massimizzare, se possibile, ulteriormente i profitti ed offrire un volto presentabile di ‘colletti bianchi’ capaci di contrattare con l‘imprenditoria, ma anche con la pubblica amministrazione”.