giovedì 23 novembre 2017 02:54:50
omniroma

MAFIA, RAPPORTO: NEL LAZIO 5 TIPOLOGIE CLAN DI ETNIA STRANIERA

7 luglio 2016 Omniparlamento

Nella regione Lazio operano cinque tipologie di clan di etnia straniera, dediti principalmente al traffico di droga e allo sfruttamento della prostituzione. Si parla di clan di origine nigeriana, di gruppi dell’Est Europa (moldavi, georgiani, albanesi); alcuni di questi clan operano in maniera organizzata,con l’esercizio del metodo mafioso, altri, come i cinesi in particolare,sono ancora molto attivi nell’ambito della contraffazione e dello sfruttamento della manodopera. È quanto emerge dal rapporto 'Mafie nel Lazio', pubblicazione curata dall'Osservatorio tecnico-scientifici per la sicurezza e la legalità della regione Lazio in collaborazione con l'associazione Libera, presentato oggi alla presenza del presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, del Coordinatore della Dda Procuratore Aggiunto, Michele Prestipino, del Comandante dei Carabinieri Lazio Generale, Angelo Agovino, del Capo del secondo reparto della Dia, Maurizio Calvino e di Gianpiero Cioffredi, Presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio.
Per quel che riguarda invece il fenomeno dell’usura e del gioco d’azzardo la relazione di quest’anno registra, in misura sempre maggiore, un divario fra i dati ufficiali che riguardano le denunce e i procedimenti in corso rispetto ai due fenomeni presi in esame e dall’altra parte la percezione sociale da parte dei cittadini, nonostante già nel 1991 la prima relazione curata dalla Commissione antimafia avesse lanciato l’allarme, proprio sui reati relativi al prestito a tasso usuraio e in merito alla presenza dei boss nella filiera del gioco d’azzardo.
In chiusura del Rapporto c'è anche un focus relativo alle illegalità ambientali e ai reati di ecomafia. Il focus su ambiente e illegalità si avvale quest’anno di due strumenti: la preziosa analisi messa a disposizione da Legambiente, frutto dell’annuale monitoraggio realizzato in collaborazione con le forze dell’Ordine (relativi al 2014) e al contempo la consultazione delle audizioni della Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, dedicate al Lazio.