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Mafia capitale, Marino e Alemanno fra testi No a Comune parte civile processo Ozzimo

26 novembre 2015 Senza categoria

Gli ultimi tre prefetti di Roma e gli ex sindaci Gianni Alemanno e Ignazio Marino saranno chiamati a testimoniare nell’ambito del processo Mafia Capitale. E’ quanto stabilito dai giudici della decima sezione penale che, al termine di una lunga camera di consiglio, hanno ammesso molti degli oltre mille testimoni richiesti dalle difese dei 46 imputati finiti a giudizio con rito immediato. Il taglio delle liste presentate ieri dai legali, ha detto il presidente Rosanna Ianniello leggendo il provvedimento di ammissione, si è reso necessario perché “sovrabbondanti”. Oltre ai prefetti Giuseppe Pecoraro, Franco Gabrielli e Mario Morcone, tra i nomi illustri che dovranno sedere sul banco dei testimoni ci sono anche quelli di Nicola Zingaretti (presidente della Regione Lazio) Raffaele Cantone (presidente dell’Anac) Giuliano Poletti (Ministro del lavoro) Maurizio Venafro (ex capo di gabinetto di Zingaretti) Alfonso Sabella (ex assessore alla legalità del Campidoglio) Daniele Leodori (presidente del Consiglio regionale) Francesco Storace ed Eugenio Patané (consiglieri regione Lazio) Estella Marino (ex assessore all’ambiente di Roma Capitale) Rita Cutini (ex assessore alle politiche sociali di Roma Capitale) Maurizio Pucci (ex assessori del comune) Luigi Nieri (già vice sindaco) Michaela Campana (deputata) Goffredo Bettini (eurodeputato). Al termine della fase di ammissione delle prove, l’udienza è stata rinviata al prossimo 9 dicembre.
Mentre per quanto riguarda il processo con rito abbreviato a carico di Daniele Ozzimo (ex assessore alle politiche abitative); Massimo Caprari (ex consigliere di Centro Democratico) Gerardo e Tommaso Addeo (collaboratori di Luca Odevaine) e Paolo Solvi, il Comune di Roma non sarà parte civile. Il gup Alessandra Boffi, infatti, non ha ammesso la richiesta di costituzione dei legali del Campidoglio, a causa di un vizio di forma. Respinte anche le costituzioni delle associazioni Assoconsum e Confconsumatori. Accolte invece le richieste di Ama, Partito Democratico, Regione Lazio, Cittadinanza Attiva e Camera di Commercio. (26 novembre 2015)