mercoledì 24 maggio 2017 00:27:50
omniroma

Mafia Capitale, pm Ielo difende processo
“Il ‘cuore’ sono le intercettazioni”

11 aprile 2017 Cronaca, Omniparlamento, Politica

“La prova ha resistito ad ogni tentativo di usura probatoria. Sono tutti qui gli imputati per i reati di cui all’articolo 416bis. Non si è sgonfiato di nulla”. Così il procuratore aggiunto Paolo Ielo nel corso della sua requisitoria per il processo Mafia Capitale. “L’accusa -ha proseguito il pm- non è in guerra con nessuno, questo ufficio non ha giocato barando in questo processo come negli altri”. Sulle intercettazioni, lo stesso magistrato ha affermato: “Il cuore di questo processo sta nelle intercettazioni telefoniche e ambientali, prove autonome nei confronti di chi parla e della persona di cui si parla. E’ orientamento consolidato che non hanno bisogno di riscontri. Il criterio utilizzato dalla procura è stato comunque di estrema prudenza. Abbiamo distinto le ipotesi: nel caso di elementi di reità nei confronti degli interlocutori abbiamo detto che non c’era bisogno di riscontri, perché sono confessioni extragiudiziarie. Uno che parla di un reato commesso con un amico non è un matto. Nel caso di conversazioni tra intelocutori che riguardano il fatto abbiamo preteso riscontri. Per le ‘telefonate’ in correità abbiamo pretesto riscontri”. “In mancanza di questi riscontri e di una prova solida -ha sottolineato il pm- abbiamo chiesto l’archiviazione. Altrimenti si tratta di telefonate vere, spontanee, genuine, che hanno una loro logica e una loro coerenza con i luoghi in cui si svolgono, i protagonisti di queste conversazioni e con gli eventi esterni”.

“Non dobbiamo stabilire se a Roma c’è la mafia o no – ha detto Ielo – Sappiamo che c’è dai processi e dai sequestri già fatti in passato. Non dobbiamo stabilire qualcosa che già si conosce. Dobbiamo accertare se questa associazione criminale di cui si occupa questo processo rientri o meno nell’articolo 416 bis; se abbia raggiunto o anche superato quella soglia di mafiosità minima”.