mercoledì 23 agosto 2017 15:35:44
omniroma

MAFIA CAPITALE, GRUPPO POTEVA CONTARE SU ARMI DA GUERRA ANCHE SE NON TROVATE

14 gennaio 2016 Cronaca

Il gruppo criminale di Massimo Carminati poteva contare su un vasto arsenale costituito, tra l'altro, da armi da guerra. E' quanto emerso dall'inchiesta Mafia Capitale e dalla testimonianza resa oggi davanti ai giudici delle decima sezione penale dal capitano del Ros Giorgio Mazzoli. Il militare, al suo quarto giorno sul banco dei testimoni, rispondendo alle domande del sostituto procuratore Luca Tescaroli, ha trattato per alcune ore proprio il tema delle armi nel contesto dell'organizzazione criminale. Mazzoli, dopo aver precisato che per quanto riguarda la questione del presunto arsenale in dotazione a Carminati e ai suoi uomini i riscontri arrivano sia da due collaboratori di giustizia (Sebastiano Cassia e Roberto Grilli) che da una autonoma attività di indagine a carico dello stesso Carminati, è poi passato alla lettura di alcune intercettazioni.
In un dialogo tra Massimo Cariminati e Riccardo Brugia, è il medesimo Carminati a dire di aver “richiesto due pezzi della Makarov 9 con silenziatore. Pistole che, capaci di ridurre al minimo il rumore dello sparo, perché “non senti neanche il clack”, avrebbero garantito chi le avrebbe maneggiate. Usando questo tipo di arma, “prima che se ne accorgono – aggiunge ancora Carminati- già si è allargata la macchia di sangue…”. Per completare l'arsenale, l'ex Nar aggiunge poi di aver “speso 25mila euro” per quattro “silenziatori” e tre “MP5” e una “usi”.