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MAFIA CAPITALE, CARMINATI: “DOVEVO CONFUTARE LEGGENDE METROPOLITANE SU DI ME”

6 dicembre 2016 Cronaca

“Non ho parlato per 40 anni ma quando mi prende…mi parte”. E’ quanto affermato da Massimo Carminati nel corso dell’udienza odierna del maxi-processo Mafia Capitale. L’imputato, che ha preso la parola per una breve dichiarazione spontanea, in collegamento dal carcere di Tolmezzo, ha poi aggiunto: “Io sono stato vittima per anni di leggende metropolitane – ha aggiunto Carminati- ma ho sbagliato, perché dovevo confutare queste cose una volta per tutte”. Riferendosi all’inchiesta sull’omicidio del banchiere Roberto Calvi, condotta dal pm Luca Tescaroli, Carminati ha sottolineato: “Nel 2010, mi sono svegliato una mattina e sui giornali ho letto di essere l’esecutore materiale del delitto a Roberto Calvi. Ma a quel tempo ero detenuto, e se non lo fossi stato probabilmente sarei stato processato anche per quel delitto”.