mercoledì 13 dicembre 2017 06:24:08
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L’appello per i disabili
“Chiese e percorsi off limits”

18 dicembre 2015 Cultura, focus

Chiese romane e percorsi giubilari off limits per disabili. In questi giorni il mondo dell’associazionismo e quello delle petizioni online stanno facendo luce sul lato oscuro dell’organizzazione dell’Anno Santo, quello che escluderebbe chi ha disabilità e difficoltà motorie dalle principali attività giubilari. Tutto è iniziato con la denuncia dell’Associazione Luca Coscioni, la realtà vicina al Partito Radicale che da oltre dieci anni lotta per affermare i diritti civili delle persone malate e disabili. In un video di oltre sei minuti è stato mostrato il travaglio che le persone sulle carrozzelle devono affrontare in tutta la filiera logistica e turistica del Giubileo. A partire dalle strutture ricettive, dove su 110 hotel e 20 strutture religiose solo il 14% ha la possibilità di accogliere disabili al proprio interno. Un disagio che dagli alberghi si sposta immediatamente ai luoghi di culto che costeggiano i percorsi giubilari. Sulle otto chiese che si incontrano, Soltanto San Pietro, Santa Maria Maggiore e San Giovanni Battista dei Fiorentini sono totalmente accessibili. Tutte le altre -Santo Spirito in Sassia, San Salvatore in Lauro, Santa Maria in Vallicella, San Giovanni e Santissima Trinità dei Pellegrini – hanno barriere architettoniche insormontabili. In questi giorni sta avendo un notevole successo la petizione lanciata da Cesare Bocci su change.org., la grande piattaforma californiana di petizioni online. Il noto attore televisivo ha inviato anche una lettera al commissario Tronca affinché non rimanga insensibile di fronte a una grande questione di civiltà. Una vicenda che costituisce anche un danno all’immagine di una capitale europea che esclude dalla logistica i più deboli durante un evento dedicato alla misericordia. “Mi piacerebbe che questa fosse davvero una città per tutti – ha dichiarato Bocci – e che un evento come il Giubileo, prima di altri, non accettasse barriere o discriminazioni” (Fonte Radiocolonna.it)