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ITALIANI RAPITI IN LIBIA, VERIFICHE SU CAMBIO PERCORSO DA TUNISIA A MELLITAH

18 marzo 2016 Cronaca

La procura di Roma ha intenzione di chiarire le ragioni per cui i quattro dipendenti delle Bonatti di Parma, rapiti in Libia lo scorso mese di luglio (due dei quali rimasti uccisi pochi giorni fa) abbiano utilizzato una macchina guidata da un autista libico e non una nave, come invece previsto, per raggiungere Mellitah dalla Tunisia. Per questo motivo il pm Sergio Colaiocco ha ascoltato oggi, in qualità di testimone uno dei dirigenti della ditta emiliana, che avrebbe riferito dell'esistenza di un protocollo di sicurezza, depositato alla Farnesina, relativo agli spostamenti dei dipendenti sul territorio nordafricano. Stando a indiscrezioni, per quanto riguarda i dettagli del trasferimento dei quattro tecnici dalla Tunisia alla Libia, il manager ha spiegato di non essere a conoscenza del motivo del cambio di percorso e che si tratta di aspetti di competenza dell'operation manager che lavora sul posto per conto della stessa Bonatti. Non è escluso che, proprio per fare luce sulla questione, gli inquirenti ascoltino a breve altri dirigenti della ditta di Parma.