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GUIDONIA, MINORENNE DENUNCIA ORGANIZZAZIONE TRUFFE ONLINE: 5 DENUNCE

26 febbraio 2016 Cronaca

Le indagini sono partite dalla denuncia di un minore che, accompagnato dal padre, ha riferito agli agenti dell’ufficio di polizia di Guidonia, diretto dalla dott.ssa Mariella Chiaramonte, i dettagli della vicenda che li ha visti sborsare 1.800 euro per la compravendita di una consolle musicale senza ricevere niente in cambio. Il giovane ha raccontato di aver visto su un sito specializzato l’offerta dell’oggetto desiderato e di aver così telefonato al venditore. Nel corso dei contatti avuti il ragazzo aveva ricevuto rassicurazioni sul buon esito della compravendita. Il venditore, infatti, si era mostrato molto disponibile, tanto da inviare, una fotocopia della carta d’identità ed un contratto di compravendita con tanto di dichiarazione inerente la liceità della provenienza della merce. Era così partito il bonifico, ma da allora il venditore si era reso irreperibile e vana era stata l’attesa delle merce acquistata. Appreso il fatto, sono scattate le indagini degli uomini della polizia di Stato. Dagli accertamenti bancari effettuati partendo dalle credenziali utilizzate per il bonifico è stato possibile risalire all’intestatario nonché alla movimentazione del conto corrente, da cui è emersa una lunghissima serie di somme ricevute a fronte di presunte compravendite. Pur essendo ancora in corso le indagini, molti degli acquirenti, 20 al momento, hanno riferito di essersi venuti a trovare nella stessa situazione. E’ emerso inoltre che la carta d’identità inviata a garanzia dal venditore presentava foto e generalità diverse da quella utilizzata per l’apertura del conto, facendo pertanto presumere la sua falsificazione. Inoltre, partendo dalle utenze telefoniche utilizzate e dalla consultazione dei relativi tabulati, è stato possibile ricostruire l’intera organizzazione, formata da 4 italiani ed un romeno, con età dai 28 ai 55 anni, che sono risultati aver messo a segno “colpi” in tutta Italia. Le “menti” del gruppo, organizzatori delle truffe, si premuravano di reclutare sempre nuovi adepti ai quali, dietro compenso, far aprire conti correnti bancari dove far confluire i bonifici derivanti dalle pseudo compravendite. Tutte e cinque le persone individuate dovranno rispondere di truffa e falso, mentre solo uno di loro anche di detenzione di danaro falso, di cui è stato trovato in possesso.