martedì 26 settembre 2017 11:08:33
omniroma

Guardia giurata si uccide sparandosi
“Lavoratori senza stipendio da mesi”

18 agosto 2017 Cronaca

Tragedia questa mattina a Ponte Galeria. Una guardia giurata si è tolta la vita sparandosi in testa con una pistola all’interno della sua automobile in via Franco D’Amico. Sul posto le volanti del commissariato San Paolo, che indaga sul caso. A dare l’allarme un passante che ha notato il vigilante, vestito con la divisa, riverso all’interno di una Smart parcheggiata. L’uomo aveva 36 anni e aveva lavorato per una società di vigilanza del Gruppo Securpol. Il tragico gesto – un colpo alla testa dentro la sua Smart – proprio a poche centinaia di metri dalla sede della filiale italiana della società di vigilanza, che si trova in viale delle Arti. Ancora ignoti i motivi del suicidio. Il caso è trattato dai poliziotti del commissariato San Paolo. Nessun biglietto è stato finora trovato.

“Ancora non sappiamo cosa abbia spinto questo nostro giovane collega a suicidarsi, ma certamente la situazione che vivono i dipendenti Securpol, molti dei quali da mesi lavorano senza stipendio, getta nello sconforto e nella disperazione molte guardie giurate, tanto che questo purtroppo non è il primo né l’ultimo dei colleghi che si toglie la vita”. A parlare, dopo il suicidio di una giovane guardia giurata di 36 anni a Ponte Galeria, è Vincenzo del Vicario, segretario nazionale del sindacato della vigilanza privata Savip. “In tutto questo la magistratura impiega anni per chiudere vicende come quella della Securpol, società con i vertici sotto indagine per bancarotta – prosegue Del Vicario – Troppe guardie sono affogati di debiti a causa dei mancati pagamenti di numerose società romane e nessuno muove un dito…e poi ci meravigliamo se gente che si vede arrivare le bollette da pagare, davanti alla famiglia che non sa come fare la spesa può compiere gesti disperati. Di cosa ci dobbiamo meravigliare? Nonostante le denunce di numerosi sindacati nessuno muove un dito…”. A testimoniare le difficoltà che devono affrontare numerosi vigilantes è Mario Vitale, che dopo essere stato egli stesso imprenditore del settore e poi dirigente di istituti e è stato costretto dal fallimento di una società dove lavorava a tornare a fare la guardia semplice. “La situazione è devastante – racconta – io stesso aspetto 3 mesi di stipendio dalla Securpol, per la quale ho lavorato recentemente. Ormai si lavora e non si viene pagati, io ho cambiato 3 istituti i 8 mesi prima di trovarne uno ‘serio’. Il risultato? Una querela dalla mia ex moglie perché non sono riuscito a essere puntuale con gli alimenti. Ecco questa è la condizione delle guardie giurate”.